L’AQUILA – Si restringe il numero dei poliziotti aggregati alla questura dell’Aquila dopo il terremoto del 2009.

In questi giorni è stata confermata la proroga fino al prossimo 30 luglio per 39 agenti. Dall’altra parte, quattro sono già partiti mentre di altri sei che avevano presentato domanda di restare, dopo aver ricevuto risposta negativa e aver presentato ricorso, quattro sono stati respinti definitivamente.

A snocciolare le cifre e a lanciare l’allarme ad AbruzzoWeb sulla questione dei poliziotti aggregati è Santino Li Calzi del sindacato indipendente di polizia Coisp dell’Aquila.

Interrogato sul contributo effettivo che questi giovani hanno dato alla città dell’Aquila negli ultimi tre anni e su cosa concretamente si perderebbe con un esodo, al di là del numero di assunti, risponde che “sin da subito, dopo il sisma, la maggioranza dei poliziotti aquilani si è subito presentata in questura dell’Aquila mettendosi a disposizione per tutte le evenienze”.

“Ogni mese – sbotta il sindacalista – si ricomincia da capo, noi siamo preoccupati e continueremo a sollecitare l’opinione pubblica anche perché, nonostante i numerosi appelli, il questore, Stefano Cecere, sta procedendo gradualmente al ritiro dei poliziotti aggregati che erano stati assegnati alla questura aquilana. Non so fino a che punto voglia arrivare, il Coisp è fermamente contrario a tale previsione perché crediamo che l’attuale situazione in cui versa la città non consente di sguarnire gli uffici di polizia”.

Li Calzi ricorda che per questi agenti “i principali impieghi sono stati soccorso alla popolazione, antisciacallaggio e vigilanza alle tendopoli. All’inizio c’erano numerosi contingenti di poliziotti inviati in ‘missione’ – ricorda – poi con il passare del tempo sono diminuiti e gli aquilani in servizio in altre province sono aumentati, anche perché erano a costo zero per l’amministrazione, sino a rimanere non più di 80”.

La questione pare essere strettamente legata a un altro problema che ultimamente, visti i recenti episodi, sta piegando L’Aquila: quello della scarsa sicurezza. A fornire dati sulla criminalità nel capoluogo di regione, resi noti dal questore in occasione della “festa della polizia”, è lo stesso Li Calzi, che ha spiegato che gli arresti sono aumentati del 115 per cento, passando dai 176 dello scorso anno  ai 380 di oggi; le persone denunciate inoltre sono passate da 798 a 1.450 (+82 per cento), gli stranieri esplulsi sono passati da 190 a 272 (+43 per cento) mentre le sorveglianze speciali di pubblica sicurezza sono passate da cinque a 25 (+400 per cento).

“Se a questo si aggiunge che, sempre dati forniti dal questore, i furti nel novembre scorso erano circa 200 mentre oggi, dopo cinque mesi, siamo passati a circa 500 mentre le rapine sono passate da tre a 16 – prosegue ancora – mi sembra ce ne sia abastanza per non abbassare la guardia. Certamente non abbiamo la presunzione di prevedere il futuro, ma con minori risorse è palese che ci sia un minor controllo del territorio”.

Li Calzi ne ha anche per Massimo Cialente. “Come tutte le autorità locali oltre al questore e al prefetto – attacca – il sindaco conosceva bene la situazione e l’intenzione del dipartimento di procedere al ritiro dei poliziotti, il Coisp lo aveva denunciato da tempo ma i nostri appelli sono rimasti inascoltati. Oggi tutti si affrettano a manifestare solidarietà alle forze dell’Ordine e a richiedere il potenziamento in termini di risorse umane della Questura aquilana”.

“Non possiamo che apprezzare questi intenti, ma aspettiamo i fatti perché i poliziotti aggregati sono già stati ridotti e nei prossimi giorni altri lasceranno la città”, conclude con amarezza.