L’AQUILA – Nuove procedure per la predisposizione dei progetti sugli edifici privati, precari, piani di ricostruzione, uffici tecnici per L’Aquila e il cratere, fondi per le mancate entrate degli enti locali e disposizioni per le imprese impegnate nei cantieri: sono questi i capisaldi della nuova legge sul terremoto che presto vedrà la luce.

La norma è sul tavolo del ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e sarà introdotta sotto forma di maxi emendamento al decreto legge predisposto per fronteggiare l’emergenza sisma in Emilia.

Tra i punti più importanti della proposta, ancora in fase di elaborazione, quello relativo ai piani di ricostruzione: i Comuni che ancora non hanno adottato questo strumento, infatti, avranno 180 giorni per farlo; in caso contrario si procederà applicando le ordinanze del presidente del Consiglio dei ministri già vigenti. Fatto, questo, che avrà ripercussioni sulla parte pubblica della ricostruzione, visto che le Opcm non prevedono la riparazione dei sottoservizi, che verrebbero di fatto esclusi dai finanziamenti.

Nella bozza di emendamento sarebbero previste anche delle premialità, rivolte all’integrazione del piano di ricostruzione al centro storico dell’Aquila, finalizzate alla ricostruzione di edifici storici e di pregio.

Se da un lato si dà qualcosa, dall’altro si toglie. Le risorse stanziate dal governo per coprire in fondi non incassati dai Comuni per i mancati introiti dalle tasse relative ad abitazioni, come Ici e Tarsu, infatti, saranno ridotti del 10 per cento.

Se l’emendamento verrà approvato, inoltre, il 31 agosto terminerà la fase emergenziale, mentre il 15 dello stesso mese dovrebbe scomparire il mega ufficio dell’Ufficio coordinamento ricostruzione, che verrà riproposto sotto nuove forme.

Proroga fino al termine del 2012 per i co.co.co.: per la metà dei precari impegnati attualmente nella ricostruzione, circa 500, è in previsione una mega-stabilizzazione, che dovrebbe riguardare almeno la metà del personale in servizio, attraverso un concorso nazionale gestito direttamente dalle strutture centrali del governo.

Per velocizzare l’esame delle pratiche E dei centri storici e stabilire i contributi, saranno istituite due strutture speciali, una per L’Aquila e una per gli altri comuni del “cratere”: quest’ultima coordinerà gli otto Uffici territoriali per la ricostruzione (Utr) che saranno costituiti in ogni area omogenea e non è escluso che possa essere guidato dall’attuale direttore dell’Ucr, Gaetano Fontana.

Da quanto si è appreso, queste sedi saranno autonome e risponderanno direttamente a un ufficio a Roma controllato dal governo.

Alla Regione, con la fine del commissariamento, verrà assegnato un ruolo di programmazione, fatte salve le competenze già previste per legge. 

La novità sulla ricostruzione privata, invece, è rappresentata da una scheda, di cui però in pochi conoscono i contenuti, che dovrebbe essere compilata dai tecnici in via preliminare prima del progetto vero e proprio. Attraverso i dati rilevati nella scheda saranno stabiliti dei parametri di costo, assegnati direttamente ai richiedenti senza la necessità di un’ulteriore verifica sugli elaborati definitivi.

Sembra che sarà data facoltà ai proprietari degli immobili di trasferire una quota del finanziamento dalla parte riguardante le riparazioni minori o le rifiniture a vantaggio dell’intervento strutturale, cosa che, a oggi, non è consentita per i limiti di costo a metro quadro stabiliti dalle varie ordinanze.

Allo studio ci sarebbe anche una norma che fissi un tetto economico di contratti per le imprese riferito alle fatturazioni degli ultimi cinque anni e che consenta il subappalto fino al 50 per cento.

Nel maxi-emendamento si ipotizzerebbe inoltre l’incompatibilità tra le cariche politiche e amministrative con i titolari di aziende impegnate nella ricostruzione e con i professionisti, sul modello di quanto già previsto all’epoca del terremoto dell’Irpinia, legge alla quale ha fatto riferimento il primo dei non eletti dell’Udc al Comune dell’Aquila, l’avvocato Alessandro Piccinini, nel ricorso di ineleggibilità presentato nei confronti del consigliere e architetto Piero Di Piero.