L’AQUILA – Le presidenze delle commissioni dilaniano maggioranza e opposizione del Consiglio comunale dell’Aquila.
Il sacrificio di Giustino Masciocco, capogruppo di Sinistra ecologia libertà, indicato in pectore alla prima (Bilancio) più per le sue competenze tecniche che per un gioco di equilibri politici, potrebbe non bastare a quadrare il cerchio e a ricomporre lo scontro in atto tra Alleanza per l’Italia e Cattolici democratici da un lato e Pd dall’altro.
I centristi, infatti, rimproverano ai democrat di voler egemonizzare il Consiglio, dopo aver fatto il pieno di assessori e deleghe pesanti in Giunta, dove sono stati riconfermati i tre alfieri uscenti: Stefania Pezzopane (Cultura e Sociale), Alfredo Moroni (Lavori pubblici) e Pietro Di Stefano (Ricostruzione e Urbanistica).
Senza contare che il Pd ha occupato le caselle del sindaco, con il mandato-bis di Massimo Cialente, e quella dello scranno più alto dell’assemblea con lo stesso Benedetti.
Se la presidenza di una commissione, la quarta (Affari istituzionali), ad Antonella Santilli (Pd) appare a tutti un giusto riconoscimento al fatto che l’unica donna presente in Consiglio, già ex vice presidente dell’aula, non aveva finora un ruolo di primo piano, sul resto è piena bagarre.
Ai Cattolici democratici, per esempio, non è andata giù la battuta che Antonello Bernardi (Pd) ha rivolto loro nel corso di una riunione plenaria del centrosinistra, “non siete un partito riconosciuto a livello nazionale, quindi fate un parola di meno”, perciò la formazione ispirata dall’ex vice sindaco Giampaolo Arduini ha messo nel mirino proprio la presidenza della commissione alla quale l’ortopedico aquilano pare designato, quella che si occupa di Cultura, sport e sociale.
Ma si tratta solo di un diversivo perché in realtà l’obiettivo vero è la seconda (Territorio), per Adriano Durante, ma lì c’è già un accordo di massima che prevede l’assegnazione al capogruppo della Federazione della sinistra, Enrico Perilli, visto come il fumo negli occhi da una parte della maggioranza, sempre Api e Cattolici, che non è per nulla convinta dalla linea intransigente sull’urbanistica dell’esponente comunista.
I Cattolici possono vantare dalla loro il fatto che Cialente, in un incontro a tu per tu, ha ammesso che sono stati penalizzati dall’apparentamento al secondo turno con il candidato dipietrista Angelo Mancini, perdendo un consigliere, e che meriterebbero quanto rivendicato.
Se ne stanno buoni, invece, i Socialisti riformisti che, dopo aver ottenuto un altro giro nell’esecutivo per Marco Fanfani, hanno riposto i loro appetiti su una delle ex municipalizzate, da quanto si apprende l’Azienda per la mobilità (Ama).
In una delle società controllate dal Comune, però, non potranno mandare né l’attuale consigliere Gianni Padovani né l’evergreen Pasquale Corriere, primo dei non eletti alle ultime elezioni, per la norma che prevede l’incompatibilità per tre anni per chi abbia ricoperto il ruolo di amministratore comunale.
Sull’altro fronte neanche la minoranza ride, divisa in almeno tre fazioni.
La più nutrita è quella che fa riferimento al candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, Giorgio De Matteis, formata dai quattro consiglieri del neonato gruppo L’Aquila città aperta (i tre del Movimento per le autonomie più Gdm), dai due dell’Unione di centro, da Luigi D’Eramo di Prospettiva 2022 e Daniele Ferella di Tutti per L’Aquila.
Ci sono poi Guido Liris (Popolo della libertà) e i tre ex concorrenti primi cittadini Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila), Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) ed Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila).
I dodici dovranno scegliersi il presidente della quinta commissione Garanzia e controllo, il centrosinistra per regolamento non parteciperà al voto, ma tutto fa presupporre che andranno in ordine sparso.
I “dematteisiani” sono alle prese con le richieste dell’Udc, che spinge per Raffaele Daniele, rivendicando il fatto che l’Mpa ha avuto la vice presidenza dell’assise con Roberto Tinari. Al consigliere della Vela, però, si rimprovera una scarsa esperienza, è alla sua prima consiliatura, e alcuni puntano sulla “vecchia volpe” Emanuele Imprudente.
Il capogruppo dell’Mpa, nonostante i suoi 38 anni non ancora compiuti, è un veterano della politica aquilana e conosce benissimo i meccanismi dell’aula, per cui sarebbe un ottimo guastatore, esattamente quello che va cercando De Matteis per rendere la vita difficile a Cialente.
Se si raggiungerà l’intesa comunque non sarà indolore per il gruppone, che fino a oggi si è mosso all’unisono ma che vede già incrinata la sua compattezza.
Per quanto riguarda i restanti quattro si profila un’insolita intesa sul nome di Properzi o di Vittorini.
Entrambi sembrano tagliati per l’incarico: il professore sostenuto in campagna elettorale dal centrodestra per le sue riconosciute competenze urbanistiche, che potrebbero tornare preziose quando saranno affrontati i temi della ricostruzione, il medico per la sua fermezza per niente propensa all’inciucio.
Le loro chance sono ridotte al lumicino, a meno che qualche scontento, dentro il resto dell’opposizione, non decida di giocare uno scherzetto ai compagni di viaggio, complice il voto a scrutinio segreto previsto dal regolamento comunale.




