SULMONA – “Fabrizia Di Lorenzo come un angelo con le ali aperte: lei che amava la vita con tanti ideali e molti valori, ha dovuto lasciare questa terra che non riesce a dare speranza a questi giovani per il lavoro”.
Così nell’omelia il vescovo della diocesi di Sulmona Valva, mons. Angelo Spina.
”Di fronte al mistero della morte la nostra ragione si ferma – ha proseguito – Dona conforto ai tuoi genitori guarda i giovani e questa nostra terra. Prega per loro e fa loro capire quando è prezioso il dono della vita perché tutti diventino ambasciatori di pace”.
Sguardo impassibile, vitreo, occhi fissi sul feretro, ma nessuna commozione evidente, niente lacrime. Forse il dolore lacerante, incontrollabile, resta dentro, il pianto è già stato consumato nei giorni scorsi: così Giovanna, la madre di Fabrizia, ha accolto con il marito il feretro della figlia arrivato al Duomo.
Un lungo e composto applauso della folla ha salutato la bara portata a spalla dentro la chiesa per l’inizio dei funerali.
Chiesa sotto assedio dalle prime ore di questa mattina per l’addio alla 31enne uccisa nell’attentato di Berlino. Grande dispiegamento di forze dell’ordine in piazza Duomo.
Transenne per contenere la folla, Chiesa bonificata prima del rito. Presente il Capo dello Stato Sergio Mattarella che è atterrato verso le 10,45 nel centro sportivo dell’Incoronata, fuori dal centro abitato di Sulmona. Inizialmente l’atterraggio era previsto allo stadio Pallozzi.
La modifica si è resa necessaria per non spezzare il silenzio.
Il sindaco Annamaria Casini, ha proclamato il lutto cittadino “in segno di rispetto e partecipazione al profondo dolore della famiglia e della comunità sulmonese”.
Sabato, l’aereo con la salma di Fabrizia Di Lorenzo era arrivato all’aeroporto militare di Ciampino in mattinata. Ad attenderlo il presidente Mattarella; presenti anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e il sindaco di Sulmona.






