L’AQUILA – È online da oggi opendataricostruzione.gssi.it, il sito internet che raccoglie tutti i dati legati alla ricostruzione post-terremoto del 2009, da un progetto di ricerca del Gran Sasso Science Institute (Gssi) in collaborazione con l’Università dell’Aquila, il Comune dell’Aquila, gli Uffici speciali per la ricostruzione ed ActionAid.
Nato da un accordo istituzionale tra la Struttura di Missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile, diretta da Giampiero Marchesi, ed il Gssi, il sito rappresenta uno strumento di trasparenza che permette la consultazione, per singolo intervento, di tutte le risorse impiegate nel dopo terremoto: dall’emergenza post-sisma, alla ricostruzione edilizia pubblica e privata, allo sviluppo economico.
Il dato più eclatante è stato anticipato da un articolo del Corriere della Sera.
È quello legato all’ingordigia dei tecnici impegnati nelle progettazioni, visto che non è mai stato fissato un tetto agli incarichi, più volte auspicato nel corso di questi sette anni e mezzo ma che non ha mai trovato una risposta normativa.
Il quotidiano diretto da Luciano Fontana pone la lente d’ingrandimento su Antonello Salvatori, che ha collezionato 428 incarichi da privati per la ricostruzione. Parliamo di lavori per 254,6 milioni. E considerando che l’onorario per ingegneri e architetti, terremoto o no, è sempre il 10% dell’importo, fa 25 milioni di parcelle.
Senza dubbio il migliore – scrive il Corriere – questo professore di Scienza delle costruzioni all’università dell’Aquila: con tutto il lavoro che ha, è stato scelto anche per fare l’esame dei danni del sisma in centro Italia. Nemmeno fosse Superman. Va detto che neppure qualche suo collega si può lamentare. Sapete quanti incarichi hanno avuto i primi sei professionisti impegnati nella ricostruzione privata del terremoto in Abruzzo? Tenetevi forte: 1.685. In media, 280 ciascuno. Il che dice tutto su ciò che un sisma del genere può mettere in moto.
Dai dati openadataricostruzione.gssi.it, il terremoto abruzzese è costato finora 6 miliardi 769 milioni 380.326 euro. Sono i quattrini fisicamente usciti dalle casse pubbliche (compresi 27 milioncini di donazioni private) a fronte di finanziamenti concessi per 8 miliardi 365 milioni 376.662 euro.
Il bello è che il 9,4%, ossia 628,3 milioni, se ne sono andati solo per le demolizioni e i famosi puntellamenti che venivano affittati per 25 euro a snodo. Somma non troppo distante da quella impegnata per il controverso progetto delle new town: 810,3 milioni per 4.449 appartamenti, al costo medio unitario di 182 mila euro, più di 2.700 euro al metro quadrato per alloggi di qualità modesta non solo dal punto di vista architettonico.
Sul sito è pubblicata anche la classifica dei professionisti in base al numero di incarichi ricevuti.
Dopo Salvatori, al secondo posto c’è Paolo Petrella con 305 incarichi per oltre 71 milioni di euro di finanziamenti, seguono Volfango Millimagi, scomparso tre anni fa a causa di un brutto male, Roberto Arduini, Amedeo Marchetti e Corrado Sciomenta.



