CHIETI – La Prima Divisione non è stata conquistata sul campo ma potrebbe arrivare d’ufficio.
Il Chieti, infatti, spera nel ripescaggio o nella riforma dei campionati.
Dagli ambienti che contano le ultime dichiarazioni ufficiali sono quelle di Francesco Ghirelli, direttore generale della Lega Pro.
“La riforma dei campionati dipende dal numero di squadre iscritte: se non saranno più di 68, allora faremo una Lega Pro unica a tre gironi. Adesso è presto per fare queste valutazioni in quanto con i deferimenti della giustizia sportiva in merito al calcioscommesse potrebbero arrivare nella nostra lega diversi club da categorie superiori”.
Per quanto riguarda il ripescaggio, invece, il Chieti è in pole position perché, come confermato dal direttore sportivo neroverde, Alessandro Battisti, “aver raggiunto la finale play-off è un risultato importante a livello di graduatoria”.
Ma lo scoglio da superare è legato alla fidejussione di 600 mila euro per l’iscrizione, più un impegno aggiuntivo a fondo perduto.
Una follia pura nel periodo di crisi attuale.
Il presidente neroverde, Walter Bellia, farà domanda di ripescaggio solo se verrà aiutato da altri imprenditori.
Nei prossimi giorni, si comincerà a parlare di futuro con la questione societaria in primo piano.
Cala il sipario sulla stagione del Chieti.
Un anno ricco di soddisfazioni che nemmeno la sconfitta nella finale play-off con la Paganese è riuscita a scalfire.
I neroverdi escono a testa alta, da veri protagonisti perché se c’è una squadra che ha fatto divertire e sognare i propri tifosi e valorizzato i migliori giovani del girone, quella è stata il Chieti.
Una squadra partita in punta di piedi con un allenatore, Silvio Paolucci, che non aveva mai allenato tra i professionisti ma che si è fatto valere e ha riportato il Chieti a un passo dalla Prima Divisione.
A festeggiare, però, è la Paganese che non ha sudato più di tanto per centrare il ritorno nella vecchia C1 dopo un solo anno di purgatorio.
I campani con quattro tiri in 180’ hanno fatto due gol, tanto è bastato per mettere ko un Chieti tutto cuore ma poca lucidità.
I neroverdi sono arrivati all’appuntamento più importante della stagione scarichi, non al meglio della condizione fisica dopo un campionato massacrante. Vedere Jonathan Sabbatini per credere. Ieri, nonostante i crampi, ha stretto i denti e continuato a lottare per maglia.
Vedere Fiore e Del Pinto che sono scesi in campo al 50 per cento della forma ma hanno voluto lo stesso provarci.
E come dimenticare le lacrime di Feola che al triplice fischio è crollato a terra? Il portiere campano ha mostrato la fragilità di un bambino perché questi colori li sente dentro.
Fa effetto vedere anche il secondo portiere, Filippo Perucchini, appena 90’ minuti giocati in quel di Fano, piangere e disperarsi per la sconfitta.
L’amarezza è tanta ma i tifosi della curva Volpi fanno festa comunque.
È incredibile quello che accade nel finale: l’arbitro fischia la fine, i giocatori del Chieti sono disperati, la Paganese festeggia ma la Volpi continua a cantare, a incitare la squadra e a gridare con orgoglio il nome della città.
Il presidente Walter Bellia viene osannato da tutto lo stadio, i giocatori ringraziati per il sogno cullato fino alla fine.
Con questa cartolina si chiude la stagione del Chieti. Niente promozione in campo, ma sugli spalti il Chieti è da altre categorie.






