Melilla ha parlato della “libertà come bene massimo” aggiungendo che “proprio attraverso l’attività culturale si contribuisce ad una maggiore consapevolezza di quanti drammi accadono in Italia e nel resto del mondo”. “La guerra è un incesto – ha concluso Melilla – e come tale è aberrante”. Per l’assessore Mura, la figura di Hebe de Bonafino è “una manifestazione di straordinarietà femminile che testimonia i valori della non violenza, di un mondo dove ci si prende per mano e si arriva insieme”. Le madri di Plaza de Mayo sono il simbolo della resistenza della società argentina contro il golpe militare che il 24 marzo 1976 insanguinò il paese portando alla scomparsa di trentamila persone. Un crimine di Stato mai conosciuto prima e legato ad un perverso progetto di scomparsa degli oppositori del regime. In una società annichilita dal terrore, le madri dei ragazzi scomparsi cominciano coraggiosamente a riunirsi tra loro, sfidando il potere militare che vietava qualsiasi forma di assembramento, fino ad arrivare ai nostri giorni attraverso una innumerevole serie di barbarie. Arresti, distruzione, perseguitazioni. Oggi l’associazione Madres de Plaza de Mayo ha ormai una lunga esperienza di impegno sociale alle spalle: ha aperto una scuola, una libera università, un centro agro-alimentare, una biblioteca e molto altro ancora. Hebe de Bonafini come portavoce delle “Madres”, che hanno tutte tra gli 80 e i 90 anni, ritiene che i nuovi desaparecidos siano i bambini che ogni giorno continuano a doversi prostituire e a cercare cibo tra i rifiuti. “Ai giovani bisogna dare delle possibilità” ha concluso Hebe de Bonafini tra gli applausi.

Fonte: ACRA