ROCCA DI CAMBIO – Liberato Modesto Di Girolamo, il tecnico specializzato originario di Rocca di Cambio (L’Aquila) che era stato rapito in Nigeria.

Lo ha appreso AbruzzoWeb da fonti vicine all’amministrazione aquilana.

La liberazione è avvenuta poche ore fa e i familiari attendono di mettersi in contatto con l’uomo. (alb.or.)

L’ANNUNCIO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI

L’annuncio ufficiale lo ha dato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, esprimendo la sua “grande soddisfazione” per l’esito positivo della vicenda.

La “massima collaborazione” delle autorità nigeriane nella trattativa per liberazione è stata sottolineata dal ministro, che ha avuto colloqui telefonici ieri con il suo collega nigeriano e oggi con il vice presidente.

Terzi ha inoltre sottolineato “l’intensa attività” di tutti gli apparati dello stato coinvolti nella liberazione di Di Girolamo a cominciare dall’Unità di crisi della Farnesina.

IL SINDACO: ”SPERIAMO DI RIABBRACCIARLO PRESTO”

Rintracciato al telefono da AbruzzoWeb, esulta il primo cittadino di Rocca di Cambio, Gennaro Di Stefano.

“La notizia che aspettavamo è giunta dal ministero degli Esteri – spiega il primo cittadino – La vicenda si è conclusa felicemente ma per adesso non abbiamo altre informazioni”.

“L’importante, comunque – aggiunge – è che il rapimento si sia risolto, ora speriamo di rivedere presto Modesto, anche se ancora non posso dire quando”.

“Nemmeno la famiglia lo ha contattato per ora, credo che ci parleranno domattina”, conclude il sindaco.

LA MOGLIE: ”IL CUORE MI BATTE A MILLE”

“Ho il cuore che mi batte all’impazzata, non riesco nemmeno a parlare. Sia lodato Gesù Cristo che ci ha fatto questa grazia, finché non parlo con mio marito non riesco a crederci”.

Così, tra le lacrime, la moglie di Modesto Di Girolamo, ha commentato la notizia della liberazione del marito.

LA FIGLIA: ”A ME L’ANNUNCIO DEL GOVERNO”

“Ho preso io la telefonata. Non era il ministro ma un funzionario della Farnesina. Siamo contenti, abbiamo sempre avuto grande fiducia nel Governo italiano, abbiamo fin dall’inizio seguito le indicazioni che ci provenivano”.

Lo ha detto Oriana Di Girolamo, figlia del tecnico liberato.

UNO STRANO RAPIMENTO

La notizia del rapimento era stata diffusa ieri: il sequestro sarebbe avvenuto lunedì pomeriggio sulla Bishop Road di Ilorin, la capitale dello Stato occidentale del Kwara, dove stava monitorando un sistema di drenaggio per strade per conto della società piemontese Borini&Prono.

L’azienda per la quale il 70enne lavora si era già mobilitata inviando in Nigeria uno dei suoi e dicendosi anche pronta a pagare un eventuale riscatto.

Dai rapitori, però, non sarebbe mai giunta nessuna rivendicazione, né una richiesta di riscatto.

GLI ALTRI OSTAGGI ITALIANI

Dopo la liberazione di Di Girolamo, altri due connazionali all’estero restano ostaggio dei loro sequestratori: Rossella Urru, la cooperante sarda rapita lo scorso ottobre da Aqmi, il braccio nordafricano di Al Qaida, nel sud dell’Algeria, e Giovanni Lo Porto, anche lui operatore umanitario sequestrato in Pakistan lo scorso 19 gennaio con un collega tedesco.