Il Consiglio regionale abruzzese ha approvato a maggioranza l’autorizzazione di due nuove cave a Pescina e a Castelvecchio Calvisio (L’Aquila), in territori compresi nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Parco Nazionale Gran Sasso e in Zone a Protezione Speciale (ZPS) e Siti di Interesse Comunitario (SIC), ossia tutelati dall’Unione Europea. Il voto contrario è stato espresso da Verdi, Rifondazione Comunista, Unione, Italia dei Valori, DS (con i due soli voti di Melilla e Boschi) e Margherita (con il solo voto della Fracassi Bozzi). Hanno votato a favore tutti gli altri partiti del Centro-sinistra ed un compatto centro-destra (Forza Italia, AN, UDC, Democrazia Cristiana), unica astensione quella del Capogruppo della Margherita, Maurizio Teodoro. “Ritengo gravissimo il voto di ieri che cancella una decisione della seconda Commissione Consiliare, approvata nel mese di gennaio all’unanimità, di attendere il Piano Regionale sulle Cave, previsto dalla Legge Regionale n. 54 del 1983 e in attesa della redazione del Piano cave la Legge regionale, n. 15/2004 stabilisce che sia introdotto un Disciplinare Provvisorio, e sia dunque realizzato un censimento sullo stato dell’arte in merito, mai realizzato – ha dichiarato Walter Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi. A questo punto i cittadini abruzzesi hanno il diritto di sapere che fine hanno fatto i 450.000 euro stanziati dalla finanziaria regionale per la redazione del piano regionale delle cave, di cui evidentemente si può fare a meno visto che autorizzano nuove cave a prescindere. Pretenderò un risposta in Aula. Le due nuove cave verranno realizzate in aree particolarmente pregiate, ricomprese nel Parco Nazionale d’Abruzzo (Pescina, “La Porta di accesso al Parco”), nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Castelvecchio Calvisio), in Zone a Protezione Speciale (ZPS) e in Siti di Interesse Comunitario (SIC), modificando il Piano Regionale Paesistico e in assenza di Valutazione Sismica, parere sismico del Genio Civile, studio di compatibilità, compromessi che gli interventi comporteranno e senza prevedere l’obbligo di ripristino delle montagne e di bonifica delle stesse una volta deturpate. Le prospettive di una rinascita dell’Abruzzo attraverso un turismo eco-sostenibile, la valorizzazione delle nostre montagne e del nostro paesaggio, vengono nuovamente messe a rischio da una decisione che rischia tra l’altro di essere impugnata dal Governo Nazionale e di avere ulteriori ricadute negative sui cittadini abruzzesi”.
Verdi: consiglio regionale autorizza due nuove cave
Intanto...
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