AVEZZANO – “Alle prossime regionali sperimenteremo il modello Avezzano, creando i presupposti per andare da soli con un nostro candidato”.
Lo afferma Sandro Stirpe, segretario regionale dell’Alleanza di centro e responsabile nazionale del settore Enti locali.
“A meno che – prosegue – non nasca quel fronte dei moderati annunciato dal Pdl che potrebbe vederci partecipi e protagonisti”.
Intanto il partito incassa il buon risultato delle amministrative di Avezzano (L’Aquila) con il 4,7% sul candidato sindaco Lorenzo De Cesare e il 3,6% sulla lista: “siamo più che soddisfatti del consenso raccolto, considerato che si trattava della nostra prima vera discesa in campo”.
“Nelle altre città, invece, l’Adc ha scelto una strategia diversa – spiega Stirpe – come nel capoluogo, dove siamo confluiti nella lista ‘Tutti per L’Aquila’ perché ritenevamo che una formazione civica fosse più utile alle specifiche esigenze locali: all’Aquila la gente ha problemi seri, e non è un simbolo di partito che può salvarne le sorti”.
Sulla doppia linea di condotta tenuta dal partito, all’Aquila contro il centrosinistra, ad Avezzano insieme, Stirpe spiega che “le amministrative vanno valutate caso per caso, nel centro marsicano abbiamo scelto la concretezza di Giovanni Di Pangrazio rispetto alla fantascienza di Italo Cipollone: la città ha bisogno di pragmatismo e Di Pangrazio sta ad Avezzano come Michael Schumacher alla Ferrari, sono un’accoppiata vincente”.
“E poi – prosegue Stirpe – Di Pangrazio si è fatto sentire il giorno dopo il primo turno, dalle parti del Pdl nessuno si è degnato di chiamarmi, nonostante a livello nazionale i due partiti siano alleati”.
Infine una stoccata a un partito che pure potrebbe considerarsi “cugino” dei centristi dell’Adc, l’Udc: “non ci piace la loro politica del doppio binario, si accordano di volta in volta con chi conviene, in genere con lo schieramento che pensano possa vincere”. (pi.bi.)






