L’AQUILA – Sono “maturi i tempi per un terremoto ad Avezzano e in Sicilia”.

Lo dice il ricercatore Giampaolo Giuliani, all’indomani del sisma che ha colpito il centro Italia distruggendo Amatrice ed Accumoli (Rieti).

“Sono trascorsi più di 100 anni dagli eventi di Messina e di Avezzano, 1908 e 1915 – spiega – oggi abbiamo una tecnologia che ci permette di comprendere meglio quanto accade rispetto ad un secolo fa, abbiamo le strumentazioni che possono misurare la dinamicità del terreno in cui viviamo, abbiamo tantissimi elementi e non ne teniamo conto, la prevenzione che dovrebbe essere fatta poi non incide sulla cultura dei cittadini”.

“Se ora dico che me lo aspettavo passo per il solito shamano – aggiunge rispetto al terremoto del 24 agosto – ma i miei strumenti hanno registrato un’anomala fuoriuscita di radon la sera del 23 agosto”.

“Vado controcorrente – premette – ma sono costretto a parlare in modo dissenziente nei confronti di tutti gli altri, esperti e meno esperti: quello che è successo oggi è uguale a quanto accaduto nel 1703, è la stessa identica storia, all’epoca fu prima ad Amatrice e poi all’Aquila, ma anche allora le scosse si protrassero per diversi mesi”.

Giuliani, diventato famoso per le dichiarazioni rilasciate dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, in merito a sue presunte previsioni delle scosse, che gli costarono una denuncia per procurato allarme poi archiviata, racconta che “le due macchine che lavorano mostravano un’anomalia, visto che hanno registrato insieme la fuoriuscita del gas, come se fossero posizionate nello stesso punto, quando invece una è a Coppito e l’altra a Ripa di Fagnano Alto, quindi a quaranta chilometri di distanza”.

Anomalia che, quando viene rilevata, “significa che un terremoto si sprigionerà tra le 6 e le 24 ore successive”.

Giuliani dice che già il 10 agosto, quando si trovava negli Stati Uniti per studiare la faglia di Sant’Andrea, era preoccupato per la situazione italiana e lo esternò ad un giornalista del Fatto Quotidiano: “Quella che si è azionata è la faglia che corre tra Foligno ed Accumoli, dal primo gennaio fino al 23 di agosto si sono registrate più di 2.100 scosse, è l’unico punto in Italia dove ci sono state costantemente scosse giornaliere”, dice.

Indice puntato, dunque, sulla sottovalutazione, visto che si tratta di “uno sciame sismico che da 8 mesi perdura su un territorio a grande rischio sismico”.

“Purtroppo non abbiamo una cultura sul terremoto che sia competitiva – aggiunge – non si fa prevenzione, perché non mi pare che L’Aquila abbia insegnato qualcosa: è possibile che dopo 7 anni si ripresenti lo stesso scenario?”.

Infine, lo sfogo: “Qualsiasi cosa dico vengo umiliato, come ad inizio agosto quando ho ricevuto insulti per gli aggiornamenti pubblicati su Facebook, nonostante come previsto il giorno seguente si fossero verificati degli eventi tra Bussi-Popoli e Pizzoli-Barete. Allora preferisco lavorare tenendo le cose per me”.