L’AQUILA – “Con rammarico leggo le interpretazioni del consigliere De Santis sull’accordo siglato in data il 25 febbraio con il dirigente del settore Rigenerazione Urbana, Mobilità e Sviluppo ed il mio rappresentato Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati dell’Aquila. Già in altre epoche, la mia categoria professionale è stata interpellata dagli Amministratori Pubblici per risolvere contingenze particolari, tali come smaltimento pratiche urbanistiche e condoni edilizi”.

Esordisce così Giampiero Sansone, presidente dell’Ordine dei geometri dell’Aquila, nel replicare con durezza al consigliere comunale dell’Italia dei Valori Lelio De Santis, che commentando i contratti a tempo che saranno sottoscritti con i geometri per esaminare e regolarizzare le richieste di condono edilizio, previsto dalle Leggi 47 del 1985, 724 del 1994, 3226 del 2003, afferma in un passaggio: “sarebbe stato più opportuno far ricorso ad ingegneri ed architetti, stante la delicatezza dell’esame di pratiche che impattano con la normativa antisismica e con la compatibilità urbanistica”. Per poi criticare l’intero iter. 

Rivolto a De Santis, Sansoine ribatte: “Non capisco, ma forse è la Sua mancata conoscenza dell’istruttoria della pratica, quando asserisce l’impatto con la normativa antisismica, per la quale ogni professionista, secondo le casistiche, deve presentare il deposito al Genio Civile o una perizia giurata, secondo l’epoca della domanda di condono, dell’idoneità sismica; in tal caso il tecnico dell’Ufficio Condono non entra nel merito della pratica, limitandosi ad acquisire agli atti quanto presentato dal committente”.

Per quanto riguarda la “compatibilità urbanistica”, da Lei richiamata, ricordo che le varie Leggi sul Condono Edilizio permettevano di sanare gli abusi anche non conformi agli strumenti urbanistici. Mi dispiace che una figura politica di provata esperienza come Lei, possa essere così critica nei confronti della mia categoria. Sicuramente la Sua apprensione è stata causata da una errata informazione, che avrebbe potuto risolvere, con un semplice confronto a chiarimento del tema, con la mia persona”.