LANCIANO – Servono altri 64 milioni di euro, da aggiungere ai 190 previsti dal Masterplan per l’Abruzzo, per il completamento della Fondovalle Sangro, soltanto per abbattere il vecchio viadotto Barche, struttura mai ultimata a causa del dissesto idrogeologico che lo avrebbe reso inutilizzabile.

Lo ha detto, in audizione davanti alla commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, l’ingegner Claudio Bucci, dirigente dell’area Nuove costruzioni presso il compartimento della viabilità Anas per l’Abruzzo, aggiungendo che il progetto dell’abbattimento “è stato inserito nell’appaltabilità Anas 2018”.

Edificato negli anni ’70, il viadotto era parte del tracciato originale dell’infrastruttura che collega l’entroterra abruzzese e molisano all’Adriatico, fondamentale per lo sviluppo del bacino industriale della Val di Sangro, subito modificato proprio per aggirare i movimenti franosi.

Per il viadotto “fantasma” non appare, insomma, possibile un intervento di recupero, perché alla luce delle normative recenti andrebbe riadeguata e riverificata la struttura e non sarebbe una strada conveniente da percorrere.

L’Anas sta intanto prendendo in considerazione l’ipotesi di inserire l’opera nell’elenco delle incompiute nazionali, in modo da attingere a eventuali finanziamenti futuri per trovare i fondi necessari all’abbattimento della costruzione, come proposto dal consigliere di Regione facile Alessio Monaco.

Le modifiche all’attuale tracciato, invece, per le quali i costi sono lievitati da 112 a 190 milioni di euro, riguardano il tratto compreso tra le stazioni ferroviarie di Gamberale e Civitaluparella in provincia di Chieti.

Più volte, nei mesi scorsi, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha dato l’annuncio dell’avvio del cantiere, che invece sembra ora essere slittato al 2018. Ma anche il nuovo percorso della Fondovalle è su terreni a rischio dissesto.

LA STORIA

La questione del viadotto Barche si inserisce in una vicenda più complessa: la storia della realizzazione della Fondovalle Sangro è fatta di rinvii e ritardi, di progettazioni e tracciati che passano su zone a conclamato rischio di dissesto idrogeologico, conseguenti variazioni su variazioni ai progetti, annunci di cantieri che non partono e costi che lievitano di continuo.

Il lotto inserito nella programmazione del Masterplan si sviluppa su circa 5 chilometri per un costo complessivo stimato di 190 milioni, invece dei 112 previsti inizialmente, a causa di una variazione al percorso che prevede ora la realizzazione di due gallerie e tre viadotti.

“La strada passerà su zone a rischio e costerà 36 milioni a chilometro, più dell’autostrada del Brennero”, è il commento ad AbruzzoWeb di Augusto De Sanctis presidente della stazione ornitologica abruzzese che, con la sua associazione, ha criticato con forza la decisione della commissione di valutazione di impatto ambientale regionale di dare parere positivo.

“Invece di scegliere il tracciato esistente e migliorarlo, adeguarlo – prosegue – si è preferito un percorso alternativo a forte rischio, come è evidente dagli studi allegati al progetto stesso e per il quale chiederemo di nuovo la realizzazione della procedura di Via completa”.

Nelle scorse settimane, invece, il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano ha annunciato di aver presentato sulla questione un’interrogazione parlamentare per capire se i fondi destinati al completamento della Fondovalle Sangro, inizialmente inseriti nel decreto “Sblocca Italia” e poi fatti confluire nel Masterplan, siano ancora effettivamente disponibili.

“Bisogna essere chiari con la popolazione. Il presidente D’Alfonso ha annunciato un anno fa l’avvio del cantiere prima per il 31 agosto 2015, Poi la data è slittata a ottobre, poi febbraio 2016 e adesso, con le nuove variazioni ai progetti da parte di Anas e le procedure di valutazione da ripetere, l’appaltabilità rischia di slittare a fine 2017 o inizio 2018, con un altro dato oggettivo – sottolinea l’onorevole – e cioè che a fronte delle variazioni dei costi non c’è certezza delle risorse disponibili”.

Dello stesso avviso è Mauro Febbo, consigliere regionale forzista presidente della commissione di Vigilanza, per il quale “le infrastrutture come la Fondovalle Sangro sono opere importanti e strategiche per lo sviluppo del territorio. D’Alfonso – rileva – sbandiera delle tempistiche di realizzazione che non sono veritiere, perché qui si è ancora in fase di valutazione dei progetti e si dovrà aspettare non prima del 2018 per la messa a bando di gara”.

“Un piccolo passo avanti, però, è stato fatto il 20 giugno scorso, con una riunione a Roma della commissione per la valutazione ambientale strategica durante la quale è stato avviato l’iter per l’esame del nuovo progetto”, continua Febbo.

In questa fase progettuale, che è quella del progetto definitivo e non ancora esecutivo, si legge sempre nei verbali della riunione della commissione di Vigilanza del 16 marzo, l’ingegnere Alessandro Micheli, della direzione generale di Roma dell’Anas, conferma comunque che una volta appaltati “i lavori avranno una durata di 4 anni circa, sono state già individuate le aree di cantierizzazione. L’elemento critico resta quello della galleria che verrà scavata su entrambi gli imbocchi per ridurre i tempi di realizzazione”, conclude.