L’AQUILA – “La riforma del personale della Regione avvenga nell’ambito di un più ampio disegno complessivo di riorganizzazione dell’ente, in termini di ‘macchina’ regionale, di governance e di strumenti”. E’ quanto chiede la Cisl Abruzzo, che auspica un confronto costruttivo, altrimenti valuterà “iniziative eclatanti che non saranno necessariamente i soliti scioperi”.

“Visti i processi in corso anche sulle Province e vista la riorganizzazione degli enti strumentali – ha affermato in conferenza stampa il segretario regionale Cisl, Maurizio Spina – la Regione deve riorganizzarsi nel complesso, perché non può riformare se stessa senza riformare la governance politica. Porsi il problema del personale della Regione, senza porsi quello della governance è un rischio che non possiamo permetterci di correre”.

“Il progetto di riforma – ha sottolineato il segretario – deve essere unico per la Giunta e per il Consiglio regionale, ed é necessario reperire nuove risorse attraverso la lotta agli sprechi e alle inefficienze, una riorganizzazione flessibile, perché siamo ancora in una fase di continui cambiamenti”.

Il segretario regionale della Cisl-Fp, Vincenzo Traniello, ha criticato il fatto “che si voglia fare una riforma partendo dal taglio della pianta organica della Regione”.

“Un eventuale taglio – ha detto – potrà esserci solo dopo aver finito il percorso di accorpamento degli enti strumentali, attraverso una progettazione del fabbisogno triennale”.

Traniello ha anche criticato “l’eccesso di dirigenti di servizio: i costi sono elevatissimi – ha sottolineato – e una Regione così burocratizzata non riesce a dare risposte rapide a cittadini e imprese”.

“La nostra proposta – ha concluso – è un taglio drastico dei dirigenti, una riorganizzazione delle filiere delle direzioni, caratterizzate ora da un’eccessiva frammentazione delle responsabilità, progettando una cosiddetta filiera corta”.