L’AQUILA – Il centrodestra aquilano cala gli “assi” dall’alto per la carica di candidato sindaco dell’Aquila alle elezioni 2017.
Un tris di nomi effettivamente originari del capoluogo ma che, da tempo, hanno reciso i loro legami sul territorio, è la risposta di una parte della coalizione, che resta frammentata a dispetto dei tentativi tuttora in corso di riunificazione, alla carica dei settantenni su cui AbruzzoWeb ha già scritto.
E non perde quota la terza anima di quelli che, in fondo, vorrebbero che, a giocarsi la partita della fascia tricolore, fosse più che altro un giovane, e vada come vada.
Andiamo ai nomi. Si tratta di Pierluigi Mantini, 60 anni, parlamentare per tre legislature con Margherita, Partito democratico e Unione di centro, eletto due volte in Lombardia e una in Toscana, tuttora componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.
Segue Maria Claudia Ioannucci, 66, senatrice per 5 anni con Forza Italia eletta nel collegio abruzzese, successivamente consigliere d’amministrazione di Poste italiane e parte di una cordata di imprenditori che ha acquisito il quotidiano l’Unità.
Infine, Marcello De Angelis, 56, senatore di Alleanza nazionale prima e deputato del Popolo della libertà poi, eletto sempre in Abruzzo, giornalista direttore del Secolo d’Italia fino al 2014 e leader del gruppo di musica alternativa di destra 270bis.
Tre nomi pesanti, anche se da rilanciare nella vita pubblica della città che non frequentano da decenni con una campagna elettorale pesante, e sarebbe tutta da verificare la loro motivazione nel mollare incarichi di rilevanza nazionale e remunerativi in favore della “gatta da pelare” di una campagna elettorale tutta all’inseguimento del centrosinistra, fronte comunque a oggi favorito per la vittoria.
Questi tre vanno ad aggiungersi alla coppia di papabili spuntata fuori di recente, come anticipato da questo giornale: quella dell’ex sindaco di centrodestra Biagio Tempesta, 74, che con un paio di interviste ha fatto già saltare i nervi ai “nemici”, più che avversari, della fazione opposta, in particolare all’uscente, Massimo Cialente, che gli è succeduto nel 2007.
E poi l’ex manager della Asl Giancarlo Silveri, 72, che, però, da quanto si è appreso, si è un po’ sfilato dalla ventilata ipotesi di corsa alla fascia tricolore, e preferirebbe fare da “padre nobile” della coalizione, regista attraverso il suo think tank, l’associazione “Immaginazione”, in grado di essere determinante.
Tempesta ha stoccato anche lui, peraltro suo ex assessore: “Ha mai governato?”. Silveri glissa e preme per il ritorno sulle scene dell’ex assessore regionale Vito Domenici. Tra i vecchi leoni pronti a rientrare in campo, anche l’ex sindaco e senatore, Enzo Lombardi, e l’ex assessore Franco Mucciante.
Non va dimenticato, infine, neanche quanto ha detto nella sua recente visita all’Aquila il leader della Lega Matteo Salvini: “Abbiamo tanti giovani capaci, mi auguro che il candidato sindaco sia uno dei nostri”.
Da quanto appreso, uno in campo potrebbe essere Luigi D’Eramo, pure lui ex (baby) assessore tempestiano, che una corsa da sindaco l’ha già affrontata, e però persa, a Barisciano.
Una polveriera, come si vede, e a questo punto non è escluso che si ricorra per la prima volta a uno strumento capace di mettere d’accordo tutti ma che, proprio per l’obbligo di doverne accettare poi le risultanze, il centrodestra non è mai riuscito a mettere in campo all’Aquila: le primarie.




