AIELLI – “In relazione alle dichiarazioni rese dall’avvocato Lucio Cotturone su alcuni organi di informazione online, la famiglia Sforza-Barbieri comunica che non è stato conferito alcun incarico di natura legale. La famiglia, pertanto, prende fermamente le distanze da quanto dichiarato dallo stesso avvocato, condannando ogni forma di sciacallaggio, mediatico e di altra natura, dovesse materializzarsi in questa delicata fase”.

Lo hanno inteso precisare, all’indomani dei funerali, i familiari di Sara Sforza, la 23enne morta in un tragico incidente stradale sulla Tiburtina, causato da un marocchino risultato poi positivo ad alcol e droga. Con lei in auto c’era il fidanzato Alessio Vergari, rimasto ferito. “Uccisa dalla scelleratezza umana”, ha detto senza mezzi termini don Luigi Incerto, il parroco di Aielli.

Prende posizione anche Enzo Di Natale, sindaco di Aielli:  “La tragedia che ha colpito la mia comunità, quella di Aielli, che ha pianto la tragica e prematura scomparsa di Sara Sforza ci deve portare a fare delle riflessioni importanti, aldilà delle polemiche. Chiedo in primis che si faccia di tutto per rendere sicura la Tiburtina, un’arteria trafficatissima percorsa quotidianamente da migliaia di persone”. 

La chiesa del paese di Sara ieri non è riuscita a contenere il fiume di persone che ha voluto stringersi attorno alla famiglia della ragazza, al papà Fabio, alla mamma Domenica, alla sorella più piccola Silvia. Una tragedia immane che ha sconvolto tutto l’Abruzzo. Alle esequie hanno partecipato i sindaci di Aielli, Celano, Cerchio, Collarmele, Pescina, Civitella e San Benedetto. Sara è entrata in chiesa in una bara completamente bianca, accompagnata da applausi scroscianti e palloncini, anch’essi bianchi e dalle sirene della Misericordia.  

“La famiglia Sforza-Barbieri – si legge ancora nella nota dei familiari -.  unicamente concentrata sull’immane dolore causato dalla perdita della povera Sara e chiede il massimo rispetto per quanto accaduto. Con l’occasione si intende ringraziare tutti coloro che hanno partecipato con sincera commozione e vicinanza al lutto, nell’immediatezza della tragedia e durante le esequie: le tantissime persone, le istituzioni, i sindaci con in testa quello di Aielli, la Misericordia”, conclude la nota. 

Oggi le parole del sindaco.

“Mi rivolgo a tutti i politici che in questi giorni hanno espresso pareri sulle dinamiche della morte di Sara”, sottolinea Di Natale, “e chiedo loro di fare di tutto per rendere sicura la Tiburtina, un’arteria trafficatissima percorsa quotidianamente da migliaia di persone. Nulla potrà mai ridarci il sorriso di una giovane figlia ma bisogna fare in modo che quella sia l’ultima vita inghiottita dai pericoli di quella via”.

“La giustizia ha purtroppo tempi biblici e molte delle leggi italiane sono da rivedere compresi i cavilli che non hanno permesso che il responsabile di questa tragedia fosse messo in stato di fermo”, precisa il primo cittadino di Aielli,  “ma il piano giudiziario non è l’unico che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. C’è anche quello inerente la sicurezza infrastrutturale delle nostre strade e della Tiburtina in particolare.  E proprio su questa arteria bisogna agire immediatamente per evitare tragedie come quella di Sara, ma anche come quelle che purtroppo nel corso degli anni si sono verificate si ripetano”.

“I punti critici sono moltissimi”, spiega Di Natale, “dal tratto che da Cerchio va ad Avezzano ad esempio c’è mancanza di illuminazione, bisognerebbe realizzare altre rotatorie, la capienza delle carreggiate è inadeguata al traffico veicolare che ricordo essere a doppio senso di marcia, incroci pericolosi, assenza di barriere fisiche che impediscano i sorpassi nei punti più critici. Chiedo quindi ai politici regionali e nazionali, gli unici ad avere le risorse  per farlo di intervenire immediatamente per mettere in sicurezza questo tratto di strada e farlo in tempi rapidi, questa è una priorità importante per tutto il nostro territorio e per l’incolumità di quanti la percorrono ogni giorno”.

“I fondi ci sono”, conclude il sindaco di Aielli, “è appena stata approvata una legge finanziaria in regione, basta ricollocarli usando il buon senso e la coscienza. D’accordo con tutti i sindaci del comprensorio mi farò promotore di un incontro a breve con i vertici di Anas e di Regione Abruzzo. Non si può più perdere tempo”.

Ieri al funerale il parroco, don Luigi, è stato perentorio: “Siamo qui con il cuore che rigurgita dolore e sangue per la tragica scomparsa. Un’ora terribile scandisce il tempo delle nostre coscienze spezzate. Una voragine di vuoto avvolge il nostro animo, la ragione è sfidata e sotto assedio, ci chiediamo quale sia il senso della scomparsa”.

“Tutte queste domande non rispondono ai perché della scomparsa: il perché rivolto a Dio. Dov’era Dio nel momento dello schianto? Sara è stata crocifissa nell’amore di Dio. Lei, che ha speso la sua esistenza per amore e nel donare amore è stata uccisa dalla scelleratezza umana. Una ragazza che animava la quotidianità con la sua solarità”.

“Era la nostra principessa: aveva la passione per l’estetica che rispecchiava anche quella interiore e contrastava le brutture altrui. A tutti noi ha insegnato la grammatica dell’amore. Ricorderemo tutti le sue azioni di bontà. Era rispettosa, il suo saluto veniva sempre prima degli altri. Aveva prestato servizio civile alla Misericordia di Aielli. Trascorrerà in eterno il suo servizio nella misericordia di Dio. Sopravvivere alla scomparsa di un figlio è morire con lui. Non è umano, siamo travolti con voi nel dolore. Il vostro dolore è anche il nostro”.

“Il 2 gennaio Sara uscì di casa e non fece più ritorno per un viaggio verso l’eternità. Piani di sicurezza? Strade sicure? Non basta. Il silenzio chiede la parola e pretende ascolto. Appello da ogni pretesa di giudizio, ma espressione di dolore di sacerdozio: invito tutti bandire le insensate abitudini disordinate. Ci saranno spacciatori fin quando ci saranno consumatori. Lanciamo una petizione attraverso la fede: preghiamo per Sara”. ha concluso don Luigi.