PERUGIA- Il Coordinamento dei Comitati dei terremotati del Centro Italia scrive al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, evidenziando la “delusione e il rammarico” per il fatto che il premier, nella conferenza di fine anno, “non ha affrontato minimamente il drammatico problema” dei terremotati.

“Ritenevamo lei un riferimento sicuro con cui dialogare per trovare soluzioni certe al fine di ricostruire rapidamente questa parte disastrata d’Italia – si legge nella lettera – una fiducia che ritenevamo ben riposta visti gli incontri interlocutori avuti con lei nei mesi scorsi, e visto gli importanti risultati normativi che hanno accolto alcune delle nostre istanze”.

Il Coordinamento sottolinea come il primo ministro abbia citato “la ricostruzione del ponte di Genova come un esempio positivo dell’attività del governo”, un esempio “che se da una parte ci dà una speranza, perché vuol dire che se si vuole si è in grado di ricostruire le opere pubbliche con rapidità e sicurezza, dall’altra suscita una profonda rabbia”.

“Perché – spiega il Comitato – nella zona dell’epicentro sismico centinaia di opere pubbliche ancora devono essere ricostruite e nella maggior parte dei casi non hanno raggiunto neanche la fase progettuale”. 

“Ricostruire il Centro Italia terremotato significherebbe attivare il cantiere più grande d’Europa e insieme alla istituzione di una Zona franca speciale potrebbe costituire il volano di quella ripresa economica tanto sbandierata da tutte le forze politiche”, specificano gli esponenti del Coordinamento. Che si chiedono ancora, pensando a Genova, perché “la stessa celerità non sia stata applicata, per esempio, per ristrutturare la nostra viabilità”.

“Dopo 3 anni e mezzo – viene ricordato al premier – i lavori sulla statale 685 ancora non sono finiti e permangono deviazioni e impianti semaforici. Molte strade terremotate che collegano alcuni centri montani non sono state ristrutturate e permane una situazione di degrado e di pericolo”.

Il Comitato si augura, infine, che non aver citato i terremotati sia stata solo una “dimenticanza”, ma “ci sentiamo in dovere di chiederle spiegazioni nel merito e comunque, provvedimenti concreti in favore dell’opera di ricostruzione a partire da un provvedimento normativo che dia la precedenza agli interventi nelle zone degli epicentri sismici e delle zone più danneggiate del cratere”.

Preoccupazioni che vengono fatte proprie dal “Comitato rinascita Norcia” che nel ricordare la protesta delle lenzuola bianche, vuole sottolineare “l’urgenza” di avviare la ricostruzione.