L’AQUILA – “Ricordo che stiamo investendo 30 milioni di euro per rendere funzionali i depuratori del comprensorio aquilano, e stiamo intervenendo anche su quello di Paganica, che dovendo trattare anche i liquami provenienti dal progetto C.a.s.e. non è più adeguato e stiamo cercando risolvere anche il disagio creato dal troppo pieno di località la Concia”.
Così Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua Spa (Gsa), risponde a Fernando Galletti, presidente dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico di Paganica e San Gregorio, all’Aquila, che ha denunciato ad Abruzzoweb le fuoriuscite di liquami da un collettore nelle campagne tra Paganica e Tempera, che con la pioggia particolarmente intensa vanno a finire nei canali di irrigazione, tracimando direttamente nei campi, ora incolti. Ed anche il malfunzionamento del depuratore affianco al torrente Raiale, poco distante dalla cava ex Teges, in località Pontiglione.
Ricordando che a Paganica come altrove vige da tre anni e il divieto di irrigazione, perché l’acqua è contaminata da salmonella, pericolosa per la salute.
Di Benedetto premettendo che la Gsa “non ha la bacchetta magica”, nonostante questo è riuscita già ad intervenire su tanti collettori e depuratori rotti e mal funzionanti del comprensorio aquilano, per quanto riguarda quello di località Pontiglione spiega che “il suo ampliamento per cui abbiamo già i fondi disponibili, non è possibile perché l’impianto è circondato da edifici privati, non c’è materialmente lo spazio, i nostri tecnici stanno mettendo pertanto a punto soluzioni alternative”.
Per quanto riguarda il maleodorante sversamento di località la Concia Di Benedetto ricorda che “si tratta di uno scarico di piena, previsto per legge, per evitare che le fogne esplodano in caso di eventi atmosferici ecezionali”.
La Gsa, aggiunge, “nonostante la leggittimità dello scarico, per evitare i disagi ha deciso di realizzare una canalizzazione che bypassasse le aree coltivate, e si è fatta promotrice di una cessione bonaria dei terreni che però non è andata a buon fine, una proprietà si è opposta non potendo applicare l’esproprio per pubblica utilità, in quanto l’ìmpianto è a norma”.
Infine Di Benedetto ricorda che “tra i fondi Fas, quelli messi a disposizione dallo Sblocca Italia e con fondi nostri siamo intervenuti e stiamo intervenendo sui numerosi depuratori e collettori fognari, ricordo però che l’emergenza salmonella che interessa ancora aree del comprensorio aquilano non dipende tanto dai depuratori, in quanto potrebbero esserci sversamenti privati non a norma, e focolai a monte dei depuratori, e nell’ultimo periodo i controlli della Forestale si sono moltiplicati”.





