PESCARA – “Per sancire la fine del commissariamento della sanità abruzzese dopo 8 anni occorre un decreto del Consiglio dei ministri ed è una procedura ancora inedita visto che, finora, le Regioni ‘canaglia’ sono entrate nel commissariamento, ma nessuna è uscita”.
Lo spiega ad AbruzzoWeb Angelo Muraglia, capo dipartimento Salute e welfare della Regione Abruzzo, dopo che martedi si è svolto l’atteso tavolo tecnico al dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con la delegazione abruzzese, composta dal commissario della sanità e presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il subcommissario, Giuseppe Zuccatelli e l’assessore al ramo Silvio Paolucci, oltre ovviamente allo stesso Muraglia.
Un appuntamento annunciato come il giorno epocale e tanto atteso per l’uscita dell’Abruzzo da un commissariamento che dura dal 2008, a causa della spesa fuori controllo, che ha determinato un debito strutturale, in partenza di oltre 4 miliardi di euro, e che è stato pagato dagli abruzzesi con un imposizione fiscale alzata al massimo.
Tanto rumore per nulla, ha però commentato l’opposizione in regione di Forza Italia, “visto che anche questa volta l’uscita dal commissariamento, annunciata a ripetizione in questi mesi, è stata rinviata e bisognerà aspettare luglio o almeno sembra”.
Muraglia, da tecnico, ricorda però che l’uscita non può essere sancita da un tavolo tecnico.
“Martedi si è preso atto – afferma – che i conti sono in equilibrio grazie al contenimento dei costi per beni e servizi, con i tetti di spesa, e con il blocco del turn over del personale. I compiti, insomma, sono stati svolti al meglio e ci sono tutte le condizione per tornare alla normale amministrazione”.
Il tavolo passerà la palla al governo, che dovrà decretare ufficialmente l’uscita. E questo avverrà non più tardi di maggio, ha assicurato Paolucci ad AbruzzoWeb dopo poche ore dalla riunione, ricordando che “è stata sbloccata una premialità di 70 milioni e tutti gli obiettivi di contenuto che ci sono stati assegnati sono stati validati e approvati dal tavolo. Dal punto di vista dei risultati e del rispetto delle prescrizioni siamo arrivati”.
È andato giù duro, invece, il consigliere regionale del Pd Camillo D’Alessandro, che definisce quello di Forza Italia “solo il grido rabbioso e frustrato di chi constata giorno dopo giorno la propria incapacità a fronte dei risultati conseguiti dal centrosinistra che governa la Regione”.
E anche l’ex sottosegretario regionale ribadisce che nell’incontro al tavolo “in un sol colpo abbiamo ottenuto cinque risultati: è stato concluso positivamente il Programma operativo 2013-2015 con conseguente premialità di oltre 70 milioni, che ci pone allo stesso livello delle altre Regioni; per la prima volta abbiamo ottenuto la piena adempienza ai Livelli essenziali di assistenza, grazie al forte impulso dato alla prevenzione; è stato approvato il Piano sanitario 2016-2018; è stata approvata la riorganizzazione della rete ospedaliera; è stata approvata la proposta di una Asl unica”.





