PESCARA – Il gruzzolo aumenta mese dopo mese, le rassicurazioni e gli annunci si rinnovano periodicamente, ma in Abruzzo, a differenza che in altre regioni, ancora non vede la luce il microcredito autofinanziato dal Movimento Cinque Stelle, con il dimezzamento del compensi da consiglieri regionali, pensato per aiutare le piccole imprese che trovano sbarrate gli sportelli bancari.
Eppure, era stato annunciato come una misura immediata e imminente, a partire dalla campagna elettorale del maggio 2014.
E c’è ora qualcuno che perfidamente sospetta che il ritardo sia dovuto alla volontà di varare il bando a ridosso delle prossime elezioni amministrative, per massimizzare il consenso atteso da una misura senza’altro popolare.
“Questione di settimane, stiamo definendo solo gli ultimi dettagli”, si affretta a dichiarare ad Abruzzoweb la consigliera regionale Sara Marcozzi, che rivela: “partiremo solo con una parte dei fondi raccolti, prudentemente, almeno nella fase sperimentale”.
Il collega all’Emiciclo Gianluca Ranieri spiega poi che “si stanno valutando le migliori condizioni che ci hanno offerto i Confidi, circa una decina, che dovranno materialmente gestire il microcredito”; e, soprattutto, sottolinea che “la normativa regionale sul prestito bancario ha creato non pochi problemi burocratici e procedurali per attivare proprio il microcredito”.
Tanto è vero che in Abruzzo, come nelle Marche e in Toscana, non è possibile rispondere al bando del microcredito dell’M5S nazionale, operativo da mesi, che dispone di un fondo di 44 milioni di euro, 14 dei quali raccolti dai parlamentari M5S con il dimezzamento del loro stipendio, altri 30 milioni del ministero dello Sviluppo economico.
Ad averne beneficiato, già mille piccoli e piccolissimi imprenditori che hanno ricevuto da 25 mila a 35 mila euro ciascuno.
Ora però l’attesa, a sentire i consiglieri regionali M5S, sta per terminare.
Il bando consentirà di accedere a 133 mila euro, dei 350 mila finora versati nel conto corrente aperto alla Carichieti che sono la somma dei 6 mila euro lordi su 11 mila dell’indennità mensile versati dai 5 consiglieri regionali, a cui si aggiungono i 4.100-4.500 euro lordi di rimborso forfettario mensile, al netto però di quanto speso in rimborsi benzina e altre spese legate all’attività da ciascun consigliere.
“Comprendo l’impazienza – commenta Marcozzi – ma abbiamo dovuto risolvere non poche questioni tecniche e burocratiche, e non è semplice la scelta dei soggetti terzi che dovranno erogare il microcredito. Del resto, questa misura è rivoluzionaria ed inedita, non possiamo permetterci di sbagliare”.
Una cosa è certa: il microcredito abruzzese, che sarà invece esclusivo del territorio regionale, ricalcherà più o meno quinto previsto dal bando nazionale.
“I dettagli – spiega però Ranieri – potremo metterli nero su bianco quando sarà scelta l’offerta migliore arrivata da Confidi, in termini ad esempio di livello di copertura della garanzia, e di tasso di interesse applicato”.
Il microcredito abruzzese, questi dovrebbero essere i punti fermi, mutuati da quello nazionale, sarà destinato a “imprese individuali titolari di partita Iva da meno di cinque anni e con massimo 5 dipendenti, a società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperative titolari di partita Iva da meno di cinque anni e con massimo 10 dipendenti”.
Il prestito che si potrà ottenere avrà un importo massimo pari a 25 mila euro, più ulteriori 10 mila se ricorrono determinate circostanze, da restituire entro 7 anni, con rate aventi cadenza trimestrali, a un tasso di interesse non superiore all’8,47 per cento.
Incerto se la copertura, ovvero la garanzia offerta alla banca, sarà al 100 per cento con il fondo, oppure se in percentuale minore, all’80-90 per cento, con il resto a carico del richiedente.
“Ci piacerebbe – dice al tal proposito Ranieri – che il tasso fosse più basso di quello nazionale, anche al 7 per cento, e che la copertura della garanzia fosse al 100 per cento, ma va detto che con coperture leggermente inferiori si può ampliare la platea dei beneficiari”.
La concessione di finanziamenti è finalizzata “all’acquisto di beni, incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita”, ma anche per “servizi strumentali all’attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative”.
Infine, alla “retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori” e al “pagamento di corsi di formazione”.






