L’AQUILA – La ricostruzione post-terremoto dell’Aquila continua e arriva nel cuore del centro storico, tra la zona delle Cancelle, a due passi da piazza Duomo, e quella di via delle Aquile, vicino al Municipio che ancora langue.

Sono 100 i milioni di euro che verranno stanziati entro la prima settimana di marzo per l’atteso quindicesimo elenco dei beneficiari di buoni contributo per la riparazione degli immobili danneggiati dal terremoto, che arriva poco più di due mesi dopo l’ultima erogazione di fondi, che risale alla vigilia di Natale.

Un elenco orientato, stavolta, prettamente sul centro anche se non mancheranno gli interventi sulle frazioni.

Seguendo una procedura ormai collaudata, i 100 milioni sono programmati per competenza, cioè sulla carta, e troveranno concretezza con moneta contante grazie allo stanziamento della cassa, che avverrà in più step secondo il meccanismo messo a punto dal Comune nell’accordo con l’Associazione bancaria italiana (Abi).

Una prima tappa del 46% dell’importo, una seconda del 44%, il saldo finale con l’ultimo 10%. Uno spezzatino che consente, con gli stessi soldi, di avviare un numero maggiore di cantieri.

Oggi in cassa ci sono circa 180 milioni che andranno a colmare gli elenchi precedenti e avvieranno questo di marzo.

Sul listone già da qualche settimana stanno lavorando i dipendenti del settore Ricostruzione del Comune in connubio con quelli dell’ufficio speciale (Usra).

Ottimista l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, per il quale “stiamo bene sia per competenza, sia per cassa, anzi, benissimo. Ci sono tante pratiche che stanno trovando posto come tessere di un puzzle – spiega – speriamo di qui a 30 giorni di riuscire a istruirne il più possibile”.

Tra le chicche che dovrebbero essere finanziate, l’aggregato denominato “De Marchis-Le Cancelle” in via dei Neri, nelle vicinanze delle Poste centrali e delle storiche botteghe che, però, per il momento ancora non vedranno partire i propri lavori.

La zona è al centro di un progetto di riqualificazione che prevede anche la riapertura di un’antica stradina rimasta nascosta per decenni, denominata via della Malacucina, attraverso la mancata ricostruzione di un corpo di fabbrica incongruo grazie anche alla rinuncia dei proprietari.

Partirà anche il “Palazzo del Capitano” che si trova tra via Burri e via degli Scardassieri con facciata su via delle Aquile. L’edificio ospitava, tra gli altri, la libreria Ferri e il corniciaio Nunzio Capestrani.

Ci sarà, poi, il Palazzo dei Combattenti, sede della Fondazione Carispaq: lo “stipite destro” della porta d’ingresso del centro storico, a pochi passi dalla Fontana luminosa.