PESCARA – Mentre è in corso la Festa della Rivoluzione, per celebrare i cento anni dall’impresa di Fiume, i voli in partenza da Pescara per la Croazia vengono bloccati a Rijeka, con i piloti costretti ad invertire la rotta per evitare di essere intercettati dai caccia militari.
Così mentre il Vate viene festeggiato per il suo “ritorno” a Pescara, come uno dei figli migliori dell’Abruzzo, dall’altro lato dell’Adriatico c’è chi lo considera un conquistatore e dittatore e non intende accettare quanto accaduto l’altra sera quando davanti al Palazzo del Governatorato sarebbe apparsa una bandiera del Regno d’Italia, opera, secondo le dichiarazioni rilasciate alla stampalocale di “neofascisti italiani”.
Potrebbe essere questa l’unica spiegazione, secondo Il Messaggero che ha intervistato Eugenio Sirolli, pilota e giornalista, presidente di Fly Story, associazione culturale che aveva organizzato la traversata verso Fiume.
“Nel pomeriggio ci era giunta voce che i voli da Pescara per la Croazia sarebbero stati bloccati, siamo partiti lo stesso ma con un solo velivolo anziché due come previsto. Avevamo tutte le carte a posto, abordo non c’erano bandiere”.
Alle 16 l’Alt. “In volo, via radio, ai confini con lo spazio aereo croato ci hanno confermato il blocco. Eravamo in mezzo al mare e ci hanno detto che non potevamo passare e che, se non avessimo obbedito, ci avrebbero intercettati con aerei militari”, racconta Sirolli.
Un blocco, però, previsto solo per i voli provenienti da Pescara.





