L’AQUILA – In pieno caos legato alla stasi sulla nomina del nuovo manager, Roberto Testa, 96 infermieri che operano all’ospedale San Salvatore dell’Aquila possono tirare un sospiro di sollievo.
L’altro giorno, infatti, il direttore generale facente funzioni, la dottoressa Maria Simonetta Santini, ha firmato una delibera, la numero 1522, con la quale viene fissata al 31 marzo del 2020 la nuova scadenza dei contratti a tempo determinato che si erano esauriti il 31 agosto scorso, tre giorni fa.
Nell’atto si legge, con estrema chiarezza, che le proroghe “sono necessarie per assicurare le attività sanitarie svolte dal personale ed evitare di incorrere nel blocco dei rispettivi servizi determinando l’interruzione di un pubblico servizio”.
Il provvedimento, di cui la Santini, direttore sanitario in sella come facente funzione dal 15 marzo scorso in seguito all’uscita di Rinaldo Tordera, si è assunta l’onere vista la vacatio del direttore generale – considerando l’operazione urgente e indifferibile -, era necessario: questo per evitare un vero e proprio collasso dei servizi ospedalieri.
Il personale a cui è rivolta la proroga, infatti, opera praticamente in tutti i servizi-chiave: Terapia intensiva neonatale, Pneumologia, Urologia, Blocco operatorio, Pronto soccorso, Neurologia, Cardiologia e Utic, Malattie Infettive, Pediatria, Ortopedia, Dialisi, Chirurgia, Day Surgery, Geriatria, Lungodegenza, Urologia, Oculistica, Psichiatria. Sono stati confermati anche tre profili dell’Hospice area L’Aquila.
Una “pezza”, per così dire, a una condizione piuttosto deficitaria. Nell’atto viene sottolineato anche che è rispettato il tetto di spesa previsto dalla famigerata legge 191/2009, ma anche che “l’unico modo per garantire, al momento, i Lea – Livelli essenziali di assistenza -, la continuità assistenziale e, quindi, la sicurezza del paziente, è quella di utilizzare l’istituto del tempo determinato e le forme di lavoro flessibili”.
Le proroghe, recita sempre la delibera, avvengono nelle more delle assunzioni a tempo indeterminato previste nell’ambito del piano triennale del personale 2019-2021 che è attualmente uno dei nodi che deve sciogliere la Giunta regionale.
“Abbiamo provveduto a scongiurare questa emergenza, ma non dimentichiamo le tante altre azioni legate al personale che si devono portare avanti – spiega ad AbruzzoWeb il dg facente funzione -, tra cui le stabilizzazioni, i concorsi, gli avvisi e quant’altro. Insomma, non siamo assolutamente fermi, abbiamo lavorato per l’intera estate per la sanità provinciale anche se la situazione complessiva non è assolutamente agevole e in tal senso non possiamo e vogliamo abbassare la guardia. Assolutamente”.
A proposito del ripristino della piena titolarità, la Giunta è impegnata, in queste ore, a dipanare anche il caso dei manager Asl. All’Aquila è stato scelto il romano Roberto Testa, ma la sua nomina è attualmente in stand-by a causa del caso Zavattaro, il dg che coordina la Sanità friulana e che tentenna sul ritorno all’Asl di Chieti, chiedendo garanzie politiche e programmatiche.
Una situazione di stallo il cui sblocco si attende alla luce del vertice di maggioranza previsto per oggi in Regione.
Le nomine hanno generato la crisi politica solo parzialmente rientrata: la Lega, infatti, ha aperto la crepa dopo essersi vista sfuggire il proprio candidato, ovvero Ferdinando Romano.
La questione personale all’Asl provinciale aquilana è critica da tempo e causa di polemiche, anche roventi: 226 posti di lavoro persi nel biennio 2016/2018 – di cui 160 solo nel 2018 – per un totale di 1.107 unità di personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato mancanti.
Rispetto a una dotazione organica di 4.053 lavoratori con contratto a tempo indeterminato, oggi ne risultano in forza 3.223.
Una situazione che potrebbe essere ulteriormente peggiorata dai pensionamenti anticipati legati alla legge sulla Quota 100.



