L’AQUILA – Nelle concitate ore di approvazione della legge di Stabilità è passata anche la proroga, ma di solo 45 giorni,  per l’entrata in vigore della Legge regionale 28 del 2011 e che prevede nuove procedure per la presentazione dei progetti edilizi  per le istruttorie, e più efficaci meccanismi di controllo. E che soprattutto ha nel suo interno anche il regolamento congelato a settembre, che renderebbe meno costosi e meno contorti burocraticamente gli interventi di ristrutturazione e ampliamento previsti del Piano Casa.

L’associazione nazionale costruttori (Ance) abruzzese chiedeva che almeno il regolamento, scorporato dalla legge, tranquillamente prorogabile, entrasse subito in vigore, per poter sbloccare centinaia di pratiche  ferme al Genio civile,  perché anche per piccoli interventi si richiede l’adeguamento sismico dell’intero edificio, e non un semplice e comunque sicuro miglioramento solo nella parte dell’edificio interessata.

La mini proroga accoglie a metà questa sollecitazione, tenuto conto che i dirigenti della Regione hanno ritenuto non possibile scorporare il regolamento dalla legge.

Nessun problema invece per le proroghe sollecitate ancora una volta dall’Ance, al 31 dicembre 2016, per la possibilità di presentare domande di ristrutturazione e ampliamenti previsti dal Piano Casa, al 31 dicembre 2016 per il recupero dei sottotetti, al 31 dicembre del 2017, per completare l’iter burocratico, dei vecchi condoni edilizi.

Con un emendamento, bocciato, del capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri si era chiesto invece che la proroga della legge 11 fosse almeno di sei mesi, perché ha argomentato Sospiri, “45 giorni sono troppo pochi per adeguare gli uffici e il personale ad affrontare le nuove pratiche, e temo che si creerà il caos”.

Mauro Febbo di Forza Italia ha adombrato poi il sospetto che “alla maggioranza interessa soprattutto far entrare soldi in cassa ad Abruzzo Engineering, affidandogli queste pratiche e relativi oneri, per pagare gli stipendi, visto che è probabile che a breve si aprirà un buco milionario nelle sue casse”.