L’AQUILA – La commissione Via della Regione Abruzzo, chiamata a esprimere una valutazione di impatto ambientale, ha bocciato il progetto delle nuove Fontari, l’impianto sciistico di Campo Imperatore, come proposto e perorato dall’amministrazione comunale dell’Aquila.
L’esito è stato accompagnato da una prescrizione che fa esultare il fronte ambientalista, che prevede che si torni al progetto del 2013, attraverso, cioè, la mera sostituzione della seggiovia esistente senza modifiche di tracciato.
Non c’è, insomma, compatibilità ambientale per la realizzazione del nuovo impianto che, oltre a essere più impattante, essendo lungo il doppio, sarebbe dovuto sorgere più a valle, quindi con una modifica di tracciato.
La commissione Via si era già riunita a settembre, in quella occasione ci fu l’audizione di Enrico Perilli, presidente della commissione Territorio del Comune dell’Aquila, dei tecnici dell’Ufficio preposto del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, e di Stefano Allavena, che del Parco è stato commissario ma è intervenuto come referente abruzzese della Lega per la protezione degli uccelli (Lipu).
“Già in quella sede ci furono numerose obiezioni sulla sostenibilità oltre al parere negatico del Parco – dice Perilli ad AbruzzoWeb – Da allora la commissione ha acquisito ulteriori elementi e ora ha anche prescritto ulteriori valutazioni sui singoli tralicci e che il progetto esecutivo venga sottoposto nuovamente a valutazione di impatto ambientale”.
“È senz’altro una vittoria – aggiunge – se ci avessero ascoltati ci saremmo risparmiati di utilizzare per 2 anni un impianto vetusto e ben 120 mila euro di manutenzione”.
Per Perilli è grossa battaglia vinta, avendo innescato un forte braccio di ferro anche con il sindaco, Massimo Cialente, proprio sul modello di sviluppo del Gran Sasso che più di una volta ha fatto vacillare la maggioranza di centrosinistra in Comune.
Cialente, infatti, ha rischiato più volte di rompere con Rifondazione, rinunciando all’apporto in Giunta di Fabio Pelini. Marco Signori
“Bocciato il progetto della nuova seggiovia delle Fontari, storica vittoria delle istanze ecologiste”, scrivono in una nota Stefano Allavena (Lipu), Pier Lisa Di Felice (Pro Natura), Bruno Petriccione (Touring Club Italiano), Luciano Di Tizio (Wwf), Stefano Orlandini (Salviamo l’Orso) e Mario Marano Viola (Mountain Wilderness), che hanno condotto la battaglia riuniti in Emergenzambiente Abruzzo.
“La Regione ha deciso di bocciare il progetto della nuova seggiovia delle Fontari, abbandonando ogni ipotesi di distruzione di ambienti preziosi e insostituibili e virando decisamente verso un modello di rilancio del Gran Sasso volto alla promozione della qualità del territorio e di un turismo basato sulla tutela dell’ambiente – scrivono – Infatti, il Comitato regionale per la valutazione di impatto ambientale, nella sua riunione di ieri, stando alle prime informazioni disponibili, ha respinto il progetto del nuovo impianto sciistico, giudicandolo insostenibile sul piano ambientale ed indicando in un nuovo progetto che ricalchi il vecchio tracciato quello sul quale occorrerà ripetere la procedura di Via”.
“Sembra proprio che si stia andando verso quanto sostenuto da sempre dalle associazioni ecologiste, che vedono ora premiate le loro iniziative per impedire la realizzazione di un devastante progetto che avrebbe compromesso in modo irreparabile lo stato di conservazione di habitat e specie tutelate a livello nazionale ed europeo – proseguono – Le associazioni ecologiste, riunite nel cartello Emergenzambiente Abruzzo, salutano con grande favore la nuova stagione di collaborazione su questi temi con la Regione, avviata in seguito al recente incontro con il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, e con il direttore del Parco nazionale del Gran Sasso, Domenico Nicoletti”.
Una collaborazione basata, a loro dire, “su un deciso rilancio delle attività economiche legate al turismo insieme a un netto miglioramento della qualità dell’ambiente e del turismo stesso, in linea con il percorso teso a far riconoscere dall’Unesco le nostre montagne come patrimonio mondiale dell’umanità”.
“Gli interventi finanziati e in corso di finanziamento da parte della Regione a favore del Gran Sasso, ammodernamento delle strutture turistiche esistenti, realizzazione, sistemazione e valorizzazione di una moderna e articolata rete di sentieri per escursioni giornaliere e trekking di lunga durata, anche su terreno innevato, importanti interventi di rinaturalizzazione del territorio – proseguono – consentiranno il rilancio delle attività economiche legate al turismo, che potrà così procedere di pari passo con il miglioramento della qualità dell’ambiente, con relativo aumento del valore dei servizi forniti dall’ecosistema e dell’occupazione locale”.
“Attraverso la riqualificazione in chiave ecologica dei complessi turistico-sciistici e l’attuazione di interventi di risanamento e rinaturalizzazione del territorio, si potrà finalmente sviluppare un turismo indipendente dalla presenza di neve sulle piste, in grado di rivitalizzare l’economia delle aree montane per tutto l’arco dell’anno e in modo durevole nel tempo – conclude Emergenzambiente Abruzzo – fornendo lavoro a un gran numero di persone per decenni e migliorando e non peggiorando la qualità del nostro preziosissimo ambiente naturale”.





