“Piccolo è bellissimo ma rischia di non essere decisivo nel contesto della globalizzazione, che richiede misure più grosse, richiede pesi massimi. Per questo anche in Abruzzo è importate procedere alla fusione dei Comuni, ad accordi con altre regioni su progetti Comuni. Lo hanno fatto altre regioni come la Toscana, lo devono fare anche le altre regioni”
Così il vice ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, del Partito Socialista, intervenuto al convegno dell’Istituto Nazionale di Urbanistica in corso di svolgimento oggi all’Aquila.
Con al centro le strategie di sviluppo che pongono allo stato attuale come riferimenti le Città metropolitane e le Aree interne, escludendo e penalizzando i contesti territoriali che fanno riferimento alle città medie, ovvero i capoluoghi di provincia che non hanno ottenuto lo status di città metropolitana. La stima dell’Inu è che sia superiore alla metà del totale la quota della popolazione abruzzese che vive in sistemi territoriali che fanno riferimento alle città medie L’Aquila, Pescara, Teramo e Chieti, più di 600 mila abruzzesi che risiedono in 99 comuni finora tenuti in considerazione minore dalle politiche operative nazionali realizzate negli ultimi anni, come la riforma che ha istituito le città metropolitane e il piano di rilancio delle Aree interne.
“Il ruolo delle città metropolitane crescerà – conferma Nencini – le città esprimono il 65 per cento del pil. Tra problemi del sud è che non ha metropoli, apparte Napoli, Bari e Palermo, tra l’altro molto mal collegate. Tra le città di peso europeo forse possiamo annoverare solo Milano e Roma, la nostra intelaiatura e fatta di città medie. Che dobbiamo riuscire ad inserire nella globalizzazione. Unire i comuni anche per questo è importante, mettendo i servizi in comune. creando nuove piattaforme territoriali.
Concentrare le misure economie e non spargerle ovunque come fossero coriandoli. E’ un passaggio necessario dopo aver semi cancellato le Province, anacronistiche, che traggono origine dal sistema delle diocesi, dall’Italia di mille anni fa. In Francia hanno appena ridotto da 22 a 15 regioni”.
Nencini affrontato poi il tema del masteplan per il Sud, che dovrebbe portare in Abruzzo 500 milioni di euro, per realizzare un lungo elenco di opere che La regione Abruzzo si appresta a consegnare al Governo
“Il Masterplan – spiega Nencini – è un’opportunità che prevede 95 miliardi nei prossimi anni, e un accordo di programma riguarda anche l’Abruzzo. L’importante è però spendere presto e bene. Delle città strategiche dell’Abruzzo ne vedo due in particolare,L’Aquila e Pescara, posizionate lungo l’asse Tirreno Adriatico dove si possono fare molti azioni di miglioramento infrastrutturale, anche al di là del masterplan. Sulla fascia adriatica c’è poi la velocizzazione della Bologna-Lecce con la riduzione dei tempi di percorrenza di circa un’ora. Seguiamo con attenzione anche l’aeroporto di Pescara”.






