L’AQUILA – Fideiussioni false perché emesse senza che la società ne avesse titolo non essendo iscritta all’albo, ma soprattutto senza che le pratiche avessero garanzie patrimoniale: a scoprire il giro è stata la Guardia di finanza dell’Aquila.
L’inchiesta, coordinata dalla procura dell’aquila è in pieno svolgimento. Nasce nel capoluogo, ma ha ramificazioni in tutta Italia: una ventina di perquisizioni è stata effettuata finora nel capoluogo, Mirano (Venezia) e in centri del Lazio.
Secondo quanto si è appreso, è stato accertato per ora un giro di affari di oltre 2 milioni di euro, tra i soggetti truffati enti pubblici e privati cittadini: questi ultimi sarebbero circa 300.
Coinvolte una società finanziaria che ha sede legale all’Aquila e una decina di persone con accuse molto gravi.
Ad alcuni viene contestata l’associazione a delinquere finalizzato all’abusivismo in attività finanziaria e truffa aggravata.
Tra gli indagati anche pregiudicati e persone con precedenti specifici. A far scattare l’inchiesta sarebbe stata la scoperta della mancata copertura di una fideiussione che era stata escussa.
Tra le parti lese anche istituti bancari.






