L’AQUILA – “Domani nella seduta della Giunta affrontiamo il problema e ne parliamo. Accordo politico sui papabili? È tutto da decidere, aspettiamo i risultati della commissione, il cui lavoro è di competenza del presidente Marsilio”.
Dalle parole dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, della Lega, sembra in alto mare l’operazione sulle nomine, annunciate per la scorsa settimana dei nuovi dg delle Asl provinciali di L’Aquila e Chieti, slittate a data da destinare.
Anche se per il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, competente diretto non fosse altro che per la firma dei decreti, l’esecutivo va avanti spedito, una posizione che vede d’accordo gli alleati.
Comunque, domani la questione si discuterà nel corso dell’esecutivo, senza che nessuna decisione verrà adottata. Perché? Oltre all’intesa politica tra le forze di centrodestra, che secondo quanto si è appreso non ci sarebbe ancora, manca l’elenco ufficiale degli idonei visto che la commissione esaminatrice non ha ancora concluso il lavoro.
La commissione è composta da Giampaolo Grippa, in quota all’Agenas, il neo direttore del Dipartimento della presidenza della Giunta e dei rapporti con l’Europa, Emanuela Grimaldi, per conto della Regione Abruzzo, e il preside della facoltà di Veterinaria dell’università di Teramo, Augusto Carluccio, in quota all’Università.
I tre commissari stanno riflettendo sui due ricorsi che, secondo alcuni esperti, potrebbero invalidare in futuro le scelte che si faranno.
Il primo è dell’ex direttore generale di Roma 2, Antonio Paone, uno dei candidati esclusi: si è rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo l’annullamento della delibera di giunta regionale che ha approvato il bando.
C’è poi il ricorso incidentale del candidato Egisto Bianconi, ammesso tra gli idonei, direttore sanitario alla Asl di Roma 2, a supporto del suo direttore generale.
Al centro dell’attenzione l’età massima di 65 anni che la Giunta ha posto come requisito e che invece non sarebbe sancita dalla legge a livello nazionale.
Una situazione che nelle passate settimane avrebbe indotto Marsilio e alcuni esponenti della maggioranza a pensare di invalidare il bando per i dg lanciati dalla precedente giunta di centrosinistra prima delle elezioni del 10 febbraio scorso che hanno visto il trionfo del centrodestra, e riaprire i termini.
Contestualmente nominando commissari nelle due Asl rette da metà marzo da manager facenti funzione l direttore sanitario della Asl aquilana, Simonetta Santini, e dal direttore amministrativo della Asl teatina, Giulietta Capocasa.
Ma alla fine si è scelta la strada delle nomine.
Entrando nel merito del ricorso di Paone, aspetto contestato è il requisito del bando in cui si afferma che “sono ammessi i candidati che non abbiano compiuto 65 anni di età”, “alla data di scadenza dell’avviso”.
Paone è stato escluso perché aveva 64 anni quando ha presentato la domanda il 18 febbraio, festeggiando i 65 anni il 22 febbraio, ovvero sforando l’età nell’arco di tempo previsto dal bando.
Limitazione per lui illegittima: l’inciso “alla data di scadenza dell’avviso”, relativo all’avere meno di 65 anni, infatti, per i suoi legali è una peculiarità tutta abruzzese, ed ”in netto contrasto con la norma nazionale”, che ha un valore gerarchicamente superiore a quella nazionale.
“Un requisito – si legge nel ricorso – , assolutamente atipico e non prescritto dalle norme di riferimento e che, a ben vedere, ne costituisce una palese avversazione”.
Il candidato Paone ritiene pertanto di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti, in particolare dell’iscrizione nell’elenco nazionale degli idonei.
Il secondo ricorso è a supporto di quello di Paone: l’aspirante manager Bianconi, ha infatti impugnato l’atto del suo collega, invitandolo a costituirsi contro di lui al Tar, e questo consentirà a Paone di confidare anche in una decisione dei giudici amministrativi, nonostante che per lui i tempi fossero scaduti.
Interpellato dal quotidiano Il Centro, il presidente Marco Marsilio, non entra nel merito.
“L’iter della selezione non sta subendo ritardi, segue un giusto cronoprogramma considerando anche il fatto che la sua giunta si è dovuta dotare di regole che prima non c’erano lasciando campo libero a scelte totalmente discrezionali”.
Cronoprogramma o meno, da quanto si apprende nella maggioranza di centrodestra anche sulla partita dei manager Asl si registra un braccio di ferro: la Lega, azionista di maggioranza, non avrebbe ancora espresso una posizione ufficiale con Fdi e Fi che quindi sperano di potersi inserire e trovare spazio nelle scelte.
La nomina dei manager Asl è infatti essenzialmente discrezionale, nella rosa degli idonei e sezionati dalla commissione, la spunterà chi sarà ritenuto in“sintonia politica” con il centrodestra in Regione, che deve programmare le politiche sanitarie negli anni a venire.
E infatti viene dato come favorito l’ex manager Francesco Zavattaro, per il quale si era paventata una incompatibilità legata ai due mandati già fatti nella stessa azienda, risultata però inconsistente, essendo stati intervallati da 18 mesi di pausa. Che a curriculum ha il fatto di essere cacciato dall’ex presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, del partito Democratico, rimpiazzato poi con Pasquale Flacco.
Per la Asl aquilana è in pole position Ferdinando Romano, ex docente d’Igiene alla facoltà di Medicina dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara, ex direttore dell’Agenzia sanitaria regionale abruzzese ai tempi del centrodestra Gianni Chiodi, poi direttore generale della Asl Roma D (Ostia e territori limitrofi), nominato da Renata Polverini, ex presidente di centrodestra della Regione Lazio.
Vicino all’ex sindaco di Roma di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno, e a sua volta amico del presidente Marsilio, che prima di diventare senatore è stato anche consigliere comunale al Campidoglio.
Romano, ha poi uno stretto rapporto con l’ex parlamentare del Pdl e di Fi Fabrizio Di Stefano.
Entrerà presto nel vivo la partita nelle altre due Asl abruzzesi.
In quella di Teramo, al manager Roberto Fagnano, il contratto scade però tra 17 mesi, e può vantare risultati di bilancio e gestione positivi. C’è chi medita così per liberare la sua allettante poltrona, di offrirgli la direzione dell’assessorato regionale al posto di Angelo Muraglia, che ha già amministrato con il centrosinistra.
Partito l’assalto anche per liberare la poltrona di vertice alla Asl di Pescara, occupata da Armando Mancini, il cui contratto scade nel 2021. Per lui potrebbe essere fatale lo step intermedio di valutazione da parte della Giunta regionale, che non sarà per lui certo una passeggiata.
Altri nomi circolati in queste settimane sono per la Asl di Chieti Franco Caracciolo, da poco nominato alla Asl di Pescara come dirigente di Unità operativa semplice a valenza dipartimentale e Gilberto Gentili, ex direttore generale della Asl di Alessandria ed attuale direttore di distretto a Senigallia nelle Marche.
Per la Asl aquilana Giuseppe Quintavalle, commissario straordinario della Asl di Roma 4. (b.s.- f.t.)



