L’AQUILA – L’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Avezzano Sulmona-L’Aquila Giancarlo Silveri è stato prosciolto, in un caso perché il fatto non sussiste, negli altri due perché non costituisce reato, dall’accusa di abuso d’ufficio e falso per l’acquisto senza gara di costosi macchinari per la diagnostica. 

Il giudice per l’udienza preliminare Guendalina Buccella, nel corso della mattinata di ieri, come riporta Il Centro, ha scritto una sentenza di non luogo a procedere per l’unico imputato del procedimento scaturito da un esposto di ditte escluse e di esponenti del Movimento 5 stelle.

Sulla vicenda giudiziaria, risalente agli anni 2010 e 2011, è già intervenuta la prescrizione, ma Silveri vi ha rinunciato per dimostrare la sua estraneità.

Secondo l’accusa, sostenuta in aula dal sostituto procuratore della Repubblica Stefano Gallo, che ha insistito con la richiesta di condanna, sulla base delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, alcune condotte dell’ex manager avrebbero procurato un ingiusto vantaggio alle ditte direttamente coinvolte nella fornitura e installazione degli apparecchi elettronici per la diagnostica: un tomografo computerizzato da 1,3 milioni di euro e due apparecchi per la risonanza magnetica. 

Il giudice ha accolto la tesi difensiva, sostenuta dall’avvocato Fabio Alessandroni, che ha ripercorso le tappe della vicenda. 

“Gli acquisti dei macchinari, avvenuti in una fase di riorganizzazione e sostituzione di apparecchiature obsolete, vennero proposti da una commissione scientifica, costituita da eminenti specialisti, successivamente monitorati da un’apposita commissione acquisti, creata proprio dal dottor Silveri per garantire correttezza e trasparenza dell’azione amministrativa, nella quale gli acquisti venivano validati.  

“Il giudice ha riconosciuto sia la correttezza del suo operato sia la trasparenza della procedura amministrativa”.