CHIETI – Primo sbarco di profughi anche in Abruzzo, ad Ortona (Chieti), dove tre ghanesi e due ivoriani, tutti maggiorenni, sono approdati a bordo del posatubi Crawler, un convoglio della Micoperi lungo 140 metri e largo 34, battente bandiera panamense, che l’azienda ortonese del presidente Silvio Bartolotti ha acquisito da Saipem.

La Micoperi è una eccellenza italiana: è l’azienda che ha lasciato il mondo senza fiato per aver raddrizzatto la Costa Concordia. Ma questa è un’altra storia.

È la prima volta che la regione con un approdo diretto, e non attraverso l’ospitalità di immigrati provenienti dal Mezzogiorno, tocchi con mano la disperazione dell’emergenza internazionale che sta investendo l’Europa e l’Italia prima di tutti.

I cinque hanno età compresa tra i 26 e i 30 anni e sono in buone condizioni di salute. Dalle verifiche della sanità marittima, effettuate a bordo, le condizioni di salute dei cinque sono risultate buone e senza presenza di malattie infettive.

Sulla vicenda non c’è un’inchiesta giudiziaria, le dinamiche sono state subito chiarite: i clandestini si sono nascosti in Costa d’Avorio, ad Abidjan, nella stiva della nave. Quando gli ospiti hanno cominciato a sentire il morso della fame sono stati scoperti e il comandante ha segnalato la situazione alle autorità.

Il gruppetto di africani si era nascosto sulla Crawler senza essere scoperto dal personale anche fin quando il motore della chiatta non è andato in avaria imponendo all’equipaggio di chiedere il soccorso del rimorchiatore Buccaneer, anch’esso della Micoperi.

A quel punto il personale di bordo ha assegnato ai giovani una cabina in attesa di attraccare sulla terraferma, allertando nel frattempo la Capitanieria di porto di Ortona che ha fatto scattare il protocollo di rito.

La società armatrice ha anche avvisato che sarebbero arrivati tra il 28 agosto e il 5 settembre, perciò gli sbarchi erano attesi.

Le attività sul posto sono state coordinate dalla locale Capitaneria di Porto, con il comandante in seconda Erminio Di Nardo. Sono state allertate la Prefettura, la Questura e la Polizia di Frontiera, le cui funzioni sono svolte ad Ortona dai Carabinieri, che hanno preso in carico gli stranieri per le procedure di riconoscimento.

I 5 sono stati accolti dalla capitaneria di porto e dai carabinieri, dove si era appena insediato il capitano Roberto Ragucci come comandante della compagnia.

Verifiche di rito dopo le quali i carabinieri, che ad Ortona svolgono il ruolo di polizia di frontiera, hanno proceduto alla identificazione ed affidato i profughi alla Prefettura chietina che dovrà ora evadere le pratiche relative all’accoglienza

Gli immigrati hanno tutti chiesto asilo politico, e nel frattempo sono stati trasferiti in un centro di prima accoglienza individuato nel Comune di Schiavi d’Abruzzo.

In particolare sono affidati alla cooperativa Matrix, che si occupa dei servizi di gestione temporanea degli immigrati.

Vi resteranno almeno fino a quando l’apposita commissione non si pronuncerà sulla loro richiesta di asilo politico.

Secondo i primi accertamenti, non c’è traccia di alcun genere di pagamento del trasporto come quelli che avvengono nelle imbarcazioni degli scafisti.