PESCARA – “L’Abruzzo ha urgente bisogno di attrarre investimenti, e questo lo sanno fare le persone che provengono dal mondo delle professioni, coloro che già girano l’Italia il mondo per creare occasioni di business, e per portare a casa risultati concreti”.
Parola di Vincenzo Serraiocco, candidato di Forza Italia nel collegio della provincia di Pescara, nelle elezioni regionali del 10 febbraio prossimo.
Commercialista, 43 anni, Serraiocco è affermato imprenditore nell’ambito dei motori, dell’abbigliamento di lusso e degli integratori alimentari. E stato assessore tecnico ed esterno al Comune di Pescara con la giunta di Albore Mascia, candidato a sindaco nel 2014 con una lista civica, main sponsor Pescara Calcio che nel 2009 divenne con la nuova compagine societaria Delfino Pescara 1936.
Vincenzo Serraiocco, tutti i candidati dicono che l’Abruzzo ha bisogno di lavoro. Ma cosa può concretamente fare la Regione?
L’Abruzzo oggi è fuori dalle direttrici di interesse, la prima cosa da fare è di abbattere le barriere in entrata. La Regione certo non ha la facoltà di diminuire la pressione fiscale, ma può mettere in campo politiche industriali efficaci. Servono servizi alle imprese competitivi, buone infrastrutture, a cominciare dalla qualità della rete viaria. Centrale in questa strategia è l’aeroporto di Pescara. Va potenziata la finanziaria regionale Fira, dandogli più compiti all’interno del sistema di imprese abruzzese.
Quali sono i punti di forza su cui puntare?
Abbiamo la fortuna di avere il più grande centro automotive d’Europa, quello della Val di Sangro. Non si è stati però capaci di creare intorno ad esso poli di eccellenza, la quantita’ e qualita’ di indotto che meriterebbe. Non c’e’ poi un collegamento ferriviario all’altezza. L’università dovrebbe avere un ruolo più centrale, dovrebbe puntare con decisione su corsi ad hoc di ingegneria meccanica. Basti pensare che tanti operai specializzati arrivano da fuori Abruzzo.
Tema assai frequentato dai candidati delle aree interne, anche del centrodestra, è che la costa si accaparra le risorse economiche e le opportunità, a discapito degli altri territori. Lei cosa ne pensa, da rappresentante dell’Abruzzo rivierasco?
Le risorse vanno redistribuite in modo equo, ritengo però che per prima cosa sia necessario andare oltre le logiche di campanile. Siamo già una regione piccola, dividerci sarebbe assurdo, piuttosto che unire le forze e le energie per vincere le sfide che il mercato globale ci pone davanti. A proposito di risorse, la vergogna e’ l’aver speso così pochi soldi di quelli disponibili dei bandi europei, con un danno enorme sia per le aree interne, sia per la costa.
Tema sicurezza, cavallo di battaglia del centrodestra: lei cosa propone?
Per prima cosa serve un sistema di telecamere capillare e diffuso su tutto il territorio. Si puo’ fare anche con lo strumento del project financing, con un accordo tra pubblico e privato, ad esempio quando si presenta la necessità di intervenire sull’illuminazione pubblica. In termini piu generali, di prevenzione, è importante puntare sullo sport, per far crescere i nostri giovani con i giusti valori, e tenerli lontani dalla droga, e altre minacce
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