L’AQUILA – Non accenna a spegnersi la polemica sulle Luci d’artista, il progetto definito “sontuoso” dall’assessore alla cultura del comune dell’Aquila, Sabrina Di Cosimo, costato 100 mila euro, di cui 85 mila sborsati dalla Camera di commercio dell’Aquila e 15mila a carico delle casse comunali.

Le luminarie della discordia, etichettate come “riciclate” in quanto già esposte, identiche, a Salerno nel 2014, seppure apprezzate dalla maggioranza degli aquilani, avevano già fatto parlare di sé prima dell’inaugurazione, andata in scena l’8 dicembre in piazza Duomo.

Gli allevatori del territorio, infatti, per bocca del loro portavoce Giulio Petronio, hanno lamentato il fatto che la Camera di commercio, dopo 58 anni di ininterrotta attività, ha rinunciato ad organizzare la Rassegna ovini di Campo Imperatore, “per mancanza di finanziamenti tali da garantire adeguate misure di sicurezza”, come dichiarato in conferenza stampa dal presidente dell’Ente camerale, Lorenzo Santilli.

Proprio lo stesso importo, a distanza di quattro mesi, è stato impegnato per l’allestimento delle Luci.

Oggi, però saltano fuori nuovi, da un’attenta analisi delle carte pubblicate dai due enti, retroscena nella vicenda e nell’iter politico-amministrativo seguito dai due enti per l’installazione delle luminarie nel centro storico, inaugurate in pompa magna proprio dalla Di Cosimo, e dal presidente Santilli.

Il progetto di illuminazione del centro per il periodo natalizio era stato, infatti, affidato in un primo tempo all’associazione aquilana Mnemosyne, presieduta da Ombretta Fiordigigli, che aveva parlato di un “Natale di seconda mano” sui social, ma senza svelare “lo scippo”, e inserito anche nel cartellone delle iniziative per le festività legate al Natale 2018, che aveva proposto un gioco di luci sui palazzi che affacciano su piazza Duomo e il bosco incantato, dedicato ai bambini, nella zona della Villa comunale.

Accordi presi con il Comune che, tramite l’assessore Di Cosimo, ha visionato più volte il progetto, che figurava, fino al 20 novembre scorso, tra gli eventi in programmazione.

Ma l’associazione culturale aquilana è stata improvvisamente fatta fuori per lasciare spazio alla proposta della Camera di commercio dell’Aquila che, il 15 novembre scorso ha emanato in tutta fretta un bando “per l’acquisizione del servizio di organizzazione evento luminarie artistiche 2018/2019”, attingendo ai fondi del progetto Abruzzo, in scadenza a fine anno e il Comune, secondo quanto si legge sulla delibera di Giunta numero 479 del 4 dicembre scorso, avrebbe assegnato un contributo di 10 mila euro all’associazione, che però ha rifiutato.

Secondo un’altra ricostruzione, invece, sarebbe stato direttamente il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a prendere accordi con il presidente Santilli, all’insaputa della Di Cosimo.

Bando promosso sulla scorta del protocollo d’intesa siglato dal Comune dell’Aquila e dall’ente camerale, richiamato anche nella delibera della Camera di commercio di affidamento dell’incarico alla ditta Iren, e reso pubblico solo dopo la cerimonia di inaugurazione delle Luci d’artista.

Al bando, aggiudicato il 27 novembre per un valore di 104 mila 900 euro, ha risposto una sola ditta, la Iren Rinnovabili, di Reggio Emilia che, nel giro di qualche giorno, ha provveduto ad istallare le luminarie artistiche in vista dell’inaugurazione dell’8 dicembre.

Un lasso di tempo ristrettissimo, che ha fatto storcere il naso a quanti avrebbero potuto e voluto partecipare alla gara, comprese le aziende aquilane che operano nel settore.

Nella delibera di affidamento numero 321 del 28 novembre 2018 si determina “di aggiudicare l’appalto alla ditta Iren Rinnovabili e di imputare la spesa per la parte relativa a 89 mila 900 euro al “progetto Abruzzo 2018” e per i rimanenti 15 mila euro ad interventi economici del Comune”.

Una scelta, quella dell’ente camerale guidato da Santilli, motivata anche dalla necessità di spendere i fondi del Progetto Abruzzo, destinati alla promozione e al marketing del territorio, rimasti in cassa, prima della chiusura dell’esercizio di bilancio.

Qualcuno ha fatto notare anche come il presidente Santilli “abbia ritenuto di dover partecipare all’accensione delle luminarie natalizie, ma non si sia mai seduto ai tavoli sulla ricostruzione e sulle tasse, convocati a più riprese in Regione, a cui invece hanno preso parte tutte le associazioni di categoria”.

Di certo resta difficile parlare di progetto di sponsorizzazione turistica, come presentato dalla Camera di commercio aquilana, visto che l’allestimento delle luminarie artistiche è avvenuto a ridosso delle festività natalizie, non vi è stata una promozione sui circuiti turistici nazionali, né nelle agenzie di viaggi.

Persino la conferenza stampa di presentazione dell’evento, nella sede camerale di Bazzano, ha visto una scarsissima partecipazione. E non è tutto: paradossalmente un paio di agenzie di viaggio aquilane, da quanto appreso, continuerebbero a proporre pacchetti turistici per la visita delle Luci d’artista di Salerno. (r.s.-a.c.p.)