L’AQUILA – “L’assoluta importanza del comparto industriale in Abruzzo è stata rimarcata questa settimana da due importanti incontri”. Lo afferma Rita Innocenzi sindacalista della Cgil, che interviene a nome della’asdociazione Circolarmente.
Uno si è svolto all’Aquila con al centro Farmindustria, che vede la presenza in Abruzzo di aziende importanti come Alfasigma, Dompé, Menarini e Sanofi.
L’altro ha preso piede mercoledì scorso presso il Polo Innovazione Automotive a Santa Maria Imbaro, in Val di Sangro, patria dell’Automotive, cuore della manifattura abruzzese con i suoi 7miliardi di fatturato e oltre 23mila addetti di cui 20mila in provincia di Chieti.
“L’industria farmaceutica”, prosegue,”occupa milletrecento addetti diretti che raggiungono i tremila con i settori fornitori e che rappresenta oltre 800 milioni di euro di export nel 2022, cresciuto del 172% negli ultimi cinque anni e pari a circa il 10% dell’export manifatturiero della regione e al 75% dell’export hi-tech regionale”.
“Una produttività – ha affermato la vicepresidente di Farmindustria, Lucia Aleotti – superiore a quella di Paesi come Germania, Francia o Spagna” L’automotive è un comparto altrettanto imprescindibile per tutta la regione, presente con un segmento anche nella provincia aquilana con la Magneti Marelli. Un settore che ha saputo resistere anche alle difficoltà economiche di carattere globale che si sono presentate negli ultimi anni, tra covid e crisi energetica e della componentistica. Dopo una flessione nel 2020 infatti, la produzione automotive è tornata a crescere nel biennio 21/22 come raccontato dall’indagine promossa dall’Osservatorio Automotive Abruzzo 2023, presentata proprio mercoledì.
“Le sfide attuali si vincono con le competenze delle persone”, afferma Rita Innocenzi, impegnata nell’Associazione “Circolarmente” e tra i promotori di Asvis Abruzzo, che ha partecipato mercoledì’ alla presentazione del rapporto a Santa Maria Imbaro e oggi all’Aquila all’importante appuntamento promosso da Farmindustria.
“Per consolidare e sviluppare il nostro tessuto produttivo, resistendo a quella concorrenza ancora basata su costi del lavoro più bassi – continua Innocenzi – bisogna investire nelle persone, nella loro formazione, per sviluppare competenze che rispondano al fabbisogno attuale e a quello emergente e futuro, qualità che si hanno qui nei nostri territori e che vanno costantemente curate. Fare questo corrisponde ad un modello organizzativo che coinvolge, rende partecipe e valorizza chi lavora in una nuova ottica che rende ognuno fondamentale a prescindere dal livello professionale e dalla qualifica”.
Le parole di Sergio Dompè nell’introduzione all’evento aquilano d’altronde risultano inequivocabili: “La qualità delle persone ha fatto la differenza”, ha affermato e diversi interventi hanno ripreso il tema sottolineando come questo sia un ingrediente indispensabile in ogni momento. Diversi i temi trattati nei due appuntamenti anche rispetto all’ importanza della Ricerca, al ruolo della Pubblica Amministrazione nel rapporto con l’industria, alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, alla transizione ecologica.
“La Politica pare arrancare rispetto all’elaborazione che si respira in certi luoghi – prosegue Innocenzi – c’è chi invece ha un pensiero lungo, come ad esempio chi da anni parla di disassemblaggio delle auto, ossia del progettare auto e realizzarle in modo da rendere possibile una sorta di smontaggio totale finalizzato al recupero di ogni materiale e il riuso delle materie seconde ed attuando così concretamente l’economia circolare”.
“Di particolare rilevanza – conclude Innocenzi – è l’istituzione di nuovi Istituti Tecnici Superiori uno dei quali ad Avezzano, perché oggi un giovane che intraprende un percorso in meccatronica avrà certamente possibilità di lavorare e ciò vale anche per le aziende farmaceutiche. Credo che per i nostri ragazzi e le nostre ragazze vada costruito un sistema chiaro ed eticamente corretto che garantisca loro l’ingresso a lavoro mediante la valutazione delle loro qualità e per l’appunto delle loro competenze e non per altri canali”.
Pochi i rappresentanti istituzionali che hanno preso parte alle iniziative salvo gli interventi programmati quasi a testimoniare che nonostante si parli di fiori all’occhiello e nonostante l’Abruzzo sia tra le regioni più industrializzate d’Europa, si faccia ancora fatica a comprenderne l’importanza o la ‘produzione di valore’ per dirla con le parole di Farmindustria.






