TERAMO – La gestione della cosiddetta emergenza Covid-19 ha lasciato “strascichi ed effetti molto pesanti”, capaci, ad esempio, di “cambiare profondamente il ruolo del medico, che con la pandemia è diventato sostanzialmente un automa senza capacità di giudizio” e in tal modo di dare inizio “all’era della medicina automatizzata”.

Sarà oggi a Teramo l’endocrinologo romano Giovanni Frajese, docente all’Università del Foro Italico, uno dei medici italiani più critici nei confronti di quanto accaduto in tempo di pandemia tra vaccinazione coatta, lockdown, protocolli sanitari, uomini e donne di scienza terrorizzati dal loro stesso Ordine – Frajese, per non essersi vaccinato e per aver espresso pubblicamente forti dubbi nei confronti del vaccino contro il Covid-19, è da poco rientrato dalla sospensione -, lavoratori sospesi o licenziati perché senza vaccino, bambini e adolescenti costretti alla didattica a distanza, senza sport, senza socialità.

In un clima generale definito dall’endocrinologo “di totale disumanizzazione” e mentre oggi, 2023, continuano a saltare fuori intercettazioni telefoniche e documenti che stanno mettendo in seria difficoltà i “piani alti” della politica, dell’industria del farmaco e degli enti regolatori.

A Teramo, Frajese sarà tra i relatori del convegno “Chi ti ama ti protegge”, promosso dal comitato #DifesaMinori e ospitato oggi alle ore 18 all’auditorium Parco della Scienza.

Oltre al professor Frajese, interverranno – per parlare dell’allarme su morti improvvise in assenza di un focus specifico sulle cause e con le famiglie che rimangono senza risposta e per la fascia di età minorile senza possibilità di prevenzione – l’oftalmologo Giulio Maria Pedone, i cardiologi Alessandro Capucci e Giuseppe Barbaro, la psicologa Paola Ponzo, i consiglieri Marco Cipolletti, della Regione Abruzzo, e Valerio Mancini, della Regione Umbria, componenti delle Commissioni Sanità, e il giornalista Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano La Verità.

In Abruzzo, il consigliere Cipolletti, di Fratelli d’Italia, è il primo firmatario della risoluzione depositata il 23 marzo in V Commissione della Regione Abruzzo “Misure per l’istituzione dello screening cardiologico per la fascia di età ricompresa tra 0 e 14 anni”.

Professor Frajese, cosa le ha lasciato questa “esperienza” della pandemia dal punto di vista sia umano che professionale?

Mi è rimasto il senso di aver fatto la cosa giusta. Io, alla fine, non ho mai dato opinioni, ma ho semplicemente fatto vedere ciò che per ignoranza, o, come stiamo apprendendo oggi, per scelta, le cose che non venivano messe in risalto. Ancora oggi, sinceramente, non ho capito cosa è successo. Non ho capito, per dirne una, come sia stato possibile che i medici abbiano acconsentito a vaccinarsi contro il Covid-19 dopo essere guariti dal Covid-19, un punto che faccio fatica ad accettare. Perché significa rinunciare a tutto ciò che si è studiato fino a quel momento, per arrivare a dire che di fronte a un nuovo virus non sappiamo nulla, nonostante la medicina abbia più di duemila anni di storia. Poche persone non hanno utilizzato la propria capacità logica e il proprio buon senso, e c’è stata una disumanizzaione rapidissima della società. Sono stati trattati gli esseri umani come se non lo fossero. Penso a chi è morto di Covid-19 da solo, senza poter vedere i parenti. Una situazione da paranoia allucinante. Forse sarà partito tutto con il lockdown, qualcosa di mai visto, che ha fatto precipitare tutto il resto.

Ci sono strascichi, oppure questa vicenda è ormai chiusa?

Da un lato sembrerebbe chiusa, dall’altro non chiusa. Perché in realtà, ad esempio, il meccanismo dei tamponi, ma non solo, all’interno degli ospedali c’è ancora. Il sistema, quindi, non è stato smontato, basta vedere anche il piano vaccinale 2023-2025 che sembra un inno alla vaccinazione a qualunque età e per qualunque ragione, come se non ci si sia resi conto che in quello che è successo c’è stato più di qualche grosso corto circuito. Tra l’altro, a livello di letteratura scientifica, si inizia a capire qualcosa di più, penso alla Spike.

Cosa si inizia a capire di più?

I meccanismi d’azione. La famosa Spike era data per innocua, adesso si capisce che esattamente così non è perché ha un sacco di interazioni con il nostro sistema proprio a livello fisiologico. Con tutto quello che ne consegue.

Lei però è preoccupato per una sorta di questione di insieme.

Ho la sensazione che in realtà siamo all’inizio di una storia nuova e non alla fine di quella vecchia. Molti risvolti andranno approfonditi in maniera seria a livello scientifico senza paura, senza volersi precludere la possibilità di sapere esattamente che cosa succede e perché. Del resto, questo è l’unico atteggiamento che eventualmente permetterà la cura di chi in questo momento si trova danneggiato da vaccino, e sono migliaia di persone solo in Italia, probabilmente centinaia di migliaia nel mondo. Bisogna capire soprattutto come poterli aiutare. Allo stesso modo, credo che andranno approfonditi i segnali che a livello statistico esistono e che sono preoccupanti, come la mortalità in eccesso in tutti quanti i Paesi europei ad eccezione probabilmente della Bulgaria e della Romania, dove la copertura vaccinale è la più bassa a livello europeo. Va capito se esiste o no una correlazione in tutto questo. Va capito soprattutto perché è stato fatto un intervento farmacologico su milioni di persone. Sappiamo che quella del vaccino sicuro ed efficace era una favola, e che ormai è abbastanza svanita. Serve, allora, una maggiore attenzione per la vita delle persone che non si è avuta prima.

Medici, operatori sanitari, documenti ufficiali sbandierati sui media, dicono che si sono svuotate le terapie intensive grazie alla vaccinazione a tappeto.

Che si siano svuotate è ovvio, ma per diverse ragioni. Prima fra tutte, il fatto che, come è normale che sia, con l’evoluzione nel tempo il virus è diventato meno letale e più contagioso, cosa che è sempre avvenuta. In aggiunta, c’è un’azione di questo vaccino che in realtà deve essere ancora compresa: che tipo di efficacia ha avuto o non ha avuto. Poi c’è l’immunità naturale rispetto a quella vaccinale, quindi la questione delle persone guarite. Ci sono decine di pubblicazioni su questo. E ancora, la pandemia di solito non dura più di due anni, proprio perché il virus diventa tendenzialmente endemico e parte di quei virus che circolano costantemente, come l’influenza.

Che tipo di medico viene fuori da questa esperienza?

La figura del medico è sempre stata storicamente indipendente, nasce indipendente. Curare in scienza e coscienza, coscienza però individuale, non collettiva. Conoscenza e umanità nel trattare una persona. Invece abbiamo il medico che diventa un esecutore di protocolli che vengono direttamente dall’autorità e che in quanto tali sono assolutamente giusti e inattaccabili aprioristicamente. Ma questa è una profonda trasformazione del ruolo del medico, con il medico che diventa una macchina. La direzione sembra quella.

Il ruolo delle case farmaceutiche?

Puntano a fare vaccini a mRNA per qualunque cosa, con la motivazione della somministrazione a miliardi di persone nel mondo, la prova, secondo chi ha questa “impostazione”, che si tratta di qualcosa di sicuro ed efficace. La verità è che non c’è alcuna certezza scientifica di questo. Penso a quanto detto sulla tecnologia mRNA: è stato detto che sarebbe rimasto tutto nei nanolipidi all’interno del deltoide, ma non è così. Le case farmaceutiche lo sapevano benissimo grazie agli studi di biodistribuzione della Pfizer. I nanolipidi, è provato, andavano “in giro” e, in particolare, si fermano a livello delle ovaie, un segnale abbastanza preoccupante, e del midollo osseo, dove vengono prodotte le cellule del sangue. L’altra bugia riguarda l’mRNA che dura 24/48 ore e poi degrada. In realtà, è stato trovato intatto nei centri linfonodali a sessanta giorni, o meglio, ad almeno sessanta giorni perché lo studio si ferma a quell’arco temporale, quindi non sappiamo se i tempi siano addirittura più lunghi. Sono cose che la gente doveva sapere, cose che andavano dette, gli enti regolatori dovevano saperlo. Non sono stati neanche effettuati gli studi di genotossicità e di cancerogenicità, perché chiamandolo “vaccino” il percorso è differente. I precedenti vaccini non avevano un’azione farmacologica, cioè provocavano soltanto una risposta immunitaria e quindi avevano senso. Questi invece sono profarmaci, hanno cioè un’attività di tipo farmacologico. Quanto durano?

I danni visti ora potrebbero essere imputati al Covid-19 e al long Covid?

Siamo sempre nel campo delle posizioni ideologiche, cioè qualcosa che non dovrebbe riguardare la classe medica. Tutto va provato e chiarito, ma se ci accorgiamo che all’Aifa i dati negativi, tipo un eccesso di mortalità, seppur non correlato ma comunque da valutare e studiare, vengono nascosti perché altrimenti il vaccino verrebbe “ucciso”, il problema è più ampio. Ci si chiede, visto ciò che sta emergendo, cos’altro ci è stato nascosto. A livello umano, poi, è inaccettabile che enti che fanno parte dello Stato possano nascondere dei dati.

Capitolo cure. Molti medici hanno avuto paura di dire che esistevano, perché “la scienza” affermava il contrario.

“Non ci sono le cure” è una frase senza senso. Non stiamo parlando di ebola.

Non si conosceva, però.

Si chiama SARS-CoV-2, vuol dire che c’era un SARS-CoV-1. Non è una novità assoluta. La Comunità Europea cercava dei farmaci per il SARS-CoV-1, li aveva anche trovati, ma non sono stati provati nel nostro caso perché è stato detto che le cure non c’erano. Ma le cure c’erano.

Si dovevano salvare gli ospedali dall’intasamento attraverso la vaccinazione a tappeto?

Se si curano le persone, gli ospedali non si intasano. Anzi, era previsto da un piano mai attuato un ruolo dei medici di famiglia e dei medici di medicina generale. E invece…

… Tachipirna e vigile attesa?

Non ha senso, la Tachipirina abbassa la temperatura che è un meccanismo di difesa, è noto che quando si alza la temperatura corporea il virus evita di replicarsi. Tutto questo dimostra una volta per tutte che la gestione della pandemia è stata illogica e ideologica, ma è stata anche una cartina di tornasole per far capire quanto si sia automatizzato il “discorso” medico e quanto sia crollata la capacità individuale sia critica che di giudizio da un lato, e come si sia ridotta l’umanità dall’altro. Le persone sono state trattate in una maniera indegna e disumana. Questa è la verità. (red.)