L’AQUILA – Al via al Senato l’esame del decreto terremoto approvato dalla commissione Speciale di Palazzo Madama. Dopo la lettura del processo verbale a breve prenderà il via la discussione generale.

Al vaglio del Senato c’è la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, da parte della Commissione europea che considera aiuti di stato la sospensione della tasse per 18 mesi dopo il sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009 nei confronti di 350 partite iva, tra imprese e professionisti, ai quali sono state notificate nei mesi corsi cartelle esattoriali.

In particolare, il Governo è chiamato ad esprimere giudizio sull’emedamento presentato da tutti i gruppi sull’innalzamento del cosiddetto de minimis da 200mila a 500mila euro, che è la somma da scalare alla richiesta di restituzione che farebbe diminuire nettamente la lista di 350 aziende chiamate a restituire circa 100 milioni di euro. 

“Invito il governo a riconsiderare il suo giudizio su un emendamento che è stato presentato da tutti i gruppi, quello sulla scabrosa vicenda degli sconti fiscali seguiti al terremoto dell’Aquila del 2009 di cui l’Europa ha chiesto la restituzione come aiuti di Stato, peraltro non considerando la franchigia di 500mila euro vigente quando il provvedimento di sostegno agli aquilani è stato approvato”. Così il senatore Gaetano Quagliariello, leader di Idea, iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia, intervenendo in Aula al Senato sul decreto terremoto.

“Qualificare quegli sconti come aiuti di Stato è irricevibile, ed è giusto che il nostro Paese contesti in Europa questa assurda decisione. Ma intanto, in ogni caso, la franchigia di 500mila euro invece dei 200mila ordinari abbatterebbe di molto l’entità del problema – ha aggiunto – l’applicazione di tale franchigia è nelle mani del governo italiano, come sostanzialmente affermato in una lettera del commissario europeo per la concorrenza al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Io credo che si debba dimostrare coraggio e tenere la schiena dritta, soprattutto quando si ha ragione”.

“E se l’Aula del Senato approvasse all’unanimità un emendamento in tal senso – ha concluso – il governo italiano sarebbe molto più forte nella trattativa con l’Europa”. 

“Devo ringraziare per l’onestà intellettuale con cui il relatore Patuanelli (del Dl sisma ndr) ha alzato bandiera bianca sui rilievi degli esperti e dei soggetti istituzionali auditi sulla ricostruzione post-terremoto, tra cui devo lamentare l’assenza dei sindaci di Amatrice, Accumoli e Arquata, nonostante la mia segnalazione in Commissione Speciale”. Così il senatore Udc Antonio Saccone che, intervenendo in Aula sul Dl sisma punta il dito contro il Governo: “Al momento non vi è alcun cambio di passo. Siamo fermi al 24 agosto 2016 e purtroppo con rammarico registriamo che non c’è alcuna discontinuità”.

“Le risorse finanziarie ci sono ma non possono essere spese a causa della burocrazia, di una normativa farraginosa”, puntualizza Saccone che conclude: “Speriamo che alla ripresa della sessione di bilancio vi sia una concreta possibilità di aiutare a far partire la ricostruzione nei territori colpiti dal tragico terremoto”.