L’AQUILA – “Il centrosinistra già dal 2012 ha iniziato una visione di insieme su questo tema con l’ex assessore alle politiche sociali Emanuela Di Giovambattista. Oggi l’ordine del giorno che ha spaccato il centrodestra non è che l’allargamento di ciò che è stato già fatto. Mi stupisce tanto rumore per nulla. Oggi non si fa che allargare il progetto battiti di cuore ai minori non accompagnati”.

A scriverlo in una nota l’ex consigliere straniero del Comune dell’Aquila, Gamal Bouchaib (Sinistra italiana).

Il riferimento è all’ultimo Consiglio comunale aquilano in cui è passato, grazie ai voti dei consiglieri di Forza Italia e L’Aquila Futura, l’ampliamento del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) ai mimori non accompagnati.

Un voto che ha fatto molto rumore per aver spaccato la maggioranza del sindaco Pierluigi Biondi, evidenziando una crisi in seno al centrodestra aquilano.

“È del tutto evidente che sul tema della gestione dei flussi migratori la politica europea, nazionale e locale si gioca la sua sopravvivenza. Ciascuno gioca le sue carte; c’è chi preferisce parlare ancora alla pancia delle persone con motti ormai in disuso o addirittura fuori moda ‘prima gli aquilani’ e chi preferisce le soluzioni democristiane chiamate di ‘buon senso’, ma nessuno parla alla conoscenza delle persone, al dispiegamento di una task-force di convegni, giornate informative, programmi e politiche di comunicazione del fenomeno Sprar”, aggiunge Gamal Bouchaib.

“Lo Sprar è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di accoglienza integrata che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”, precisa l’esponente di Sinistra italiana.

Nella nota, l’ex consigliere fa un riassunto della storia dello Sprar nel comune dell’Aquila, in base alla scheda progettuale: “Il primo progetto Sprar presentato dal Comune dell’Aquila al Fondo nazionale per le Politiche e i Servizi d’asilo (Fnpsa) è stato quello per il triennio 2011-2013, nel bando dell’ottobre 2010, in cui si prevedeva una disponibilità di 15 posti. Ente gestore, individuato attraverso una gara di affidamento del servizio, il comitato territoriale Arci L’Aquila. Inizialmente il progetto è rientrato sotto quella che è stata definita Emergenza Nord Africa (Ena). Successivamente, nel 2013, è diventato un progetto Sprar ufficiale. I primi arrivi nel capoluogo abruzzese nel novembre 2011. È nato così all’Aquila un nuovo progetto, inserito in un contesto in ri-costruzione post-sisma e con l’obiettivo di fornire servizi di accoglienza, integrazione e tutela a persone che come obiettivo hanno quello di ri-costruire una loro vita”, aggiunge.

“Dei primi 15 beneficiari, cinque minori mentre tre sono ad oggi totalmente integrati nel contesto locale avendo di fatto trovato all’Aquila la loro nuova città. Da allora il progetto è stato rinnovato nel Bando del Ottobre 2013 per il triennio 2014/2016 e ad oggi confermato fino al 2019. Nell’arco di questi anni il progetto ha subito anche un’evoluzione territoriale grazie al partenariato con il Comune di Castel del Monte che ha portato a 36 i posti a disposizione del progetto (21 a L’Aquila e 15 a Castel del Monte)”, conclude.