L’AQUILA – Un’ampia offerta formativa e studenti che riescono a trovare lavoro con retribuzioni più alte rispetto ad altre realtà.

È il bilancio emerso dal ventesimo rapporto di Almaleurea sull’Università dell’Aquila, presentato dalla governance dell’Ateneo a partire dalla rettrice Paola Inverardi e dai direttori di Dipartimento.

Numeri significativi che raccontano di 67 corsi di laurea e 4.150 nuove immatricolazioni per quest’anno, per un totale di 19mila studenti, dato comunque ben lontano da quello degli anni passati quando si era arrivati a superare quota 26mila.

Dal rapporto di Almalaurea emergono dati lusinghieri. Migliora il rapporto con i docenti, il carico di studio, la situazione delle aule e l’esperienza complessiva, che è considerata positiva dal 91,5 per cento su un campione 2.926 laureati.

Ottimi i dati in rapporto con le altre università abruzzesi, e positivi anche i riscontri sulla condizione occupazionale post laurea.

“Il 40 per cento dei nostri iscritti arriva da fuori regione – ha spiegato la Inverardi – e questo significa che siamo percepiti come un buon investimento”.

“Abbiamo ristrutturato i corsi per raccogliere nuove sfide, come il corso di Logopedia – ha continuato la rettrice -. Apre anche il corso di Scienza applicata dei dati, che è un tema caldissimo tanto che il Comitato universitario nazionale sta pensando di attivare uno specifico corso di laurea. La nostra proposta è aperta a più profili di accesso, in un settore dove c’è un mercato del lavoro fortissimo. L’Università punta anche sulla ventennale esperienza del Cetemps, una nostra eccellenza, per il corso interateneo di Scienze e tecnologie dell’atmosfera, attivato insieme all’università La Sapienza di Roma”. 

“In Italia siamo solo noi e Trento – ha aggiunto la rettrice -. Ci sono poi i master di mediazione linguistica in collaborazione con l’Università delle Baleari, con l’impegno, l’anno prossimo, di attivare un corso di laurea. Per Economia, è stato raggiunto un accordo con l’università di Fuente che è venuta a visitarci. Ci hanno detto di aver considerato molto interessante quel che succede all’Aquila”.

Interessanti anche i dati per l’internazionalizzazione, con collaborazioni con aziende estere: “Abbiamo numeri a volte superiori a realtà molto più grandi di noi”, ha detto la Inverardi.

Un chiaro esempio è l’attivazione, in questi giorni, delle attività inerenti il progetto Atos finanziato dalla comunità europea nell’ambito del programma H2020 per la ricerca e l’innovazione. Progetto portato avanti dal Dipartimento di Ingegneria industriale e dell’informazione e di economia, ed in particolare dei gruppi di ricerca di campi elettromagnetici e di compatibilità elettromagnetica ed integrità del segnale.

“Il progetto Atos (Advanced technological solutions for X-band Earth observation systems – è stato spiegato – ha l’ambizioso scopo di sviluppare un apparato radar satellitare innovativo per l’Osservazione della Terra. Le principali applicazioni di questa classe di ‘radar ad apertura sintetica’ (Sar) sono quelle dedicate allo studio dei rischi naturali e di quelli indotti dalle attività dell’uomo (alluvioni, frane, incendi, rischio sismico, rischio vulcanico, qualità dell’aria, inquinamento da idrocarburi sul mare, gestione delle coste)”.

“Gli aspetti progettuali saranno sviluppati dai due gruppi dell’Università, il professor Piero Tognolatti, l’ingenegnere Alessandro Di Carlofelice e il professor Emidio Di Giampaolo per l’ambito dei campi elettromagnetici, e il professor Antonio Orlandi e l’ingegnere Francesco De Paulis per quello della compatibilità elettromagnetica/integrità del segnale”.

“Il progetto Atos, coordinato da un’importante realtà industriale aquilana come la Thales Alenia Space – si legge in una nota dell’univesrità -, prevede la collaborazione di altri enti di ricerca a livello italiano ed internazionale (Mec, Saphyrion, Ihp). Per il lavoro di progettazione è assegnato all’Università un finanziamento di 300 mila euro come parte della dotazione totale del finanziamento pari a circa 2 milioni e 800 mila euro totali. L’Università dell’Aquila, quindi, vede premiato ancora una volta, come accaduto in precedenza per altri progetti Eu H2020, il proprio valore in termini di qualità della ricerca scientifica. In questo caso il rapporto di stretta collaborazione mantenuto dai due gruppi di ricerca con Thales Alenia Space ha permesso all’Ateneo di essere competitivo a livello europeo anche su temi di innovazione tecnologica in ambito spaziale”. 

Infine, la rettrice è intervenuta sulla questione sicurezza, precisando che “all’Aquila non possiamo permetterci di avere spazi che non siano più che sicuri”, e annunciando il ritorno del rettorato nella sede del centro storico entro luglio.

“Torenermo a Palazzo Camponeschi, abbiamo la conferma – ha spiegato -. Sono stati risolti tutti i problemi che avevano ritardato il ritorno nel palazzo restaturato dopo il sisma del 2009. In 8 anni abbiamo ricevuto 111 milioni per ristrutturare le sedi danneggiate dal sisma, 24 milioni quest’anno. Ancora da ristrutturare Palazzo Carli, l’ex San Salvatore, Coppito 1 e 2, l’edificio B di Roio e la palazzina di via Assergi”.