PESCARA – “Dalla Procura ci hanno assicurato che non tralasceranno nulla”.
Così Giampaolo Matrone, uno dei superstiti del disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), al termine dell’incontro tenutosi oggi pomeriggio, nel Palazzo di giustizia di Pescara, con i magistrati titolari delle indagini, nel corso del quale il Comitato dei familiari delle vittime ha posto anche la questione del mancato uso dei mezzi aerei militari, per raggiungere più in fretta l’hotel.
“Si sono presi ulteriore tempo per non tralasciare nulla – ha aggiunto Mario Tinari, il padre di Jessica, la giovane vastese deceduta nella tragedia dell’Hotel Rigopiano -. Ci hanno rassicurato che le indagini sono molto approfondite”.
I genitori di un’altra vittima hanno fatto sapere che, tramite i propri legali, consegneranno ai procuratori i messaggi ricevuti dai propri cari, dai quali risulta che la mattina della tragedia un bambino fosse caduto facendosi male.
“Nel caso in cui il bimbo si fosse fatto particolarmente male – ha rimarcato il padre di una delle vittime – non ci sarebbe stata la possibilità di andare via o di ricevere assistenza perché era tutto bloccato”.



