L’AQUILA – Il giudice del lavoro del tribunale dell’Aquila, con sentenza numero 75 del 2018, ha condannato l’Aquilana società multiservizi, azienda del Comune dell’Aquila che gestisce il ciclo dei rifiuti, a risarcire una propria dipendente del danno da demansionamento.

Lo fa sapere la Uil Trasporti.

La stessa sentenza, che ha quantificato il risarcimento in misura pari a un quarto dell’importo delle retribuzioni mensili, comprensivo di tutte le voci in busta paga al lordo delle ritenute, maturate dal 19 febbraio 2015 fino alla effettiva rassegnazione delle mansioni di cui al IV livello Area tecnica amministrativa, oltre rivalutazione ed interessi delle singole scadenze e fino al soddisfo, ha anche disposto la reintegra della lavoratrice.

La dipendente tornerà dunque alle precedenti mansioni, addetto alla contabilità di livello IV Area tecnico amministrativo del contratto nazionale dei servizi ambientali.

“Non avremmo mai voluto scrivere questo comunicato – dice il segretario territoriale Uil Trasporti Primo Cipriani – ma quando alcuni amministratori gestiscono la cosa pubblica in maniera non corretta (tant’è vero che sono stati sanzionati dal giudice del lavoro) ora se ne dovranno assumere la responsabilità. Per questo ci rivolgiamo a lei signor sindaco del Comune di L’Aquila Pierluigi Biondi, innanzitutto la invitiamo a chiamare la lavoratrice e chiederle scusa di tutto quello che ha dovuto subire in questi tre anni e ad aprire un procedimento risarcitorio nei confronti degli amministratori che lo hanno cagionato”.

“Inoltre vorremmo sapere quanto è costato l’incarico conferito ad avvocati esterni per seguire il procedimento contro la lavoratrice, visto la presenza di un avvocato del lavoro nell’organigramma aziendale. Oggi 8 marzo festa della donna, la Uil Trasporti augura alla lavoratrice un felice ritorno alle sue mansioni, sperando che questa sentenza possa aiutarla a dimenticare quei momenti terribili in cui le veniva consegnata la lettera di demansionamento. Auguri all’avvocato difensore della lavoratrice Iole Maggitti“, conclude Cipriani.