L’AQUILA – “Dai controlli emerge che per Cialente è chiusa la vicenda del Civico 201, la decisione della Cassazione nei suoi confronti riguarda il cosiddetto capo B, relativo al filone Palomar-Consta”.
Lo svela ad AbruzzoWeb Carlo Benedetti, avvocato difensore dell’ex sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che ha appreso da questo giornale la notizia dell’annullamento dell’archiviazione del suo assistito da parte dei giudici di legittimità dopo il ricorso della procura della Repubblica contro il verdetto del tribunale risalente all’aprile 2017.
La seconda ipotesi di reato, quella per la quale, come conferma Benedetti, la Cassazione ha riaperto l’inchiesta contro Cialente, consisteva in una sua sollecitazione al funzionario comunale De Carolis, lui invece archiviato e che tale resterà, a favore del nulla osta per la liquidazione di tre Sal (stati di avanzamento lavori) per ristrutturare un condominio.
“Cialente tecnicamente non acquisisce la qualità di imputato, ma rimane indagato”, rimarca Benedetti, a evidenziare che il procedimento ricomincerà dalla cosiddetta udienza filtro, al termine della quale si deciderà se rinviarlo a processo o no. “Vuol dire che ci sarà una migliore delibazione del gup anche su quel capo”, prosegue.
Lontana, invece, l’estinzione del presunto reato per prescrizione, prevista orientativamente per settembre 2023.
L’archiviazione di Cialente, sempre dai controlli del suo legale, ex presidente del Consiglio comunale, è confermata per il cosiddetto capo A, in base al quale, rivolgendosi a un legale di una coop edilizia, l’ex sindaco lo avrebbe illecitamente indotto ad affidare a una ditta alcuni lavori in subappalto per la ricostruzione post-terremoto 2009 di alcuni palazzi a Pettino, senza però riuscirci.
“Quest’accusa è definitivamente chiusa”, conclude Benedetti.





