PESCARA – “Il consigliere Lorenzo Sospiri deve essere veramente impaurito dal progetto di legge sulla Nuova Pescara elaborato dal presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso se si lascia andare a commenti sopra le righe (‘legge criminogena’) e soprattutto se distorce la realtà fattuale delle cose, attribuendo al sindaco di Pescara Marco Alessandrini affermazioni e comportamenti inesistenti”. 

Lo dichiara il coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale d’Abruzzo, Camillo D’Alessandro.

“Venendo al merito della proposta – prosegue D’Alessandro – ricordo al consigliere Sospiri che è la norma nazionale, cui il legislatore regionale deve rifarsi rispetto ai processi di fusione (legge 56/2014, art. 1, comma 120), a prevedere che il commissario nominato per la gestione del Comune derivante da fusione sia coadiuvato, fino all’elezione dei nuovi organi, da un Comitato consultivo composto da coloro che, alla data dell’estinzione dei Comuni, svolgevano le funzioni di sindaco”.

“L’Assemblea costitutiva – afferma ancora – che egli critica aspramente, è stata pensata proprio per coinvolgere i consiglieri comunali legittimamente eletti nella redazione di un atto fondamentale come quello dello Statuto, all’interno del quale potrà altresì essere stabilita l’istituzione di Municipi o una diversa denominazione dell’ente. Stupiscono le critiche del consigliere che, a differenza del processo portato avanti sulla proposta di legge 206/2016 per l’istituzione del Comune di Nuova Pescara, non si è mai preoccupato di ascoltare ufficialmente sindaci e consigli comunali coinvolti. Inoltre, anziché criticare una proposta di legge scelta e indicata nella seduta del 12 ottobre quale testo base dalla Prima Commissione Consiliare competente, potrebbe spiegarci quali meccanismi di salvaguardia e tutela della partecipazione delle istituzioni democraticamente elette e delle popolazioni coinvolte pensava di garantire sottoscrivendo la proposta di legge numero 17/2014 del consigliere Riccardo Mercante, che stabiliva una fusione a freddo, con tutti gli adempimenti da compiere a unione avvenuta”.

“Il testo sottoscritto da Sospiri – spiega quindi D’Alessandro – stabiliva la nascita del nuovo Comune alla data del 1.1.2016 al fine di (si cita testualmente) ‘assicurare un congruo periodo di tempo per porre in essere gli adempimenti prodromici necessari, anche attraverso la consultazione delle diverse amministrazioni pubbliche del territorio di riferimento’. Peccato che il consigliere, allora, abbia dimenticato di dirci quali sono gli adempimenti prodromici che avrebbe voluto porre in essere per assicurare la presunta congruità del tempo.

Tra le varie mancanze e dimostrazioni di inadeguatezza nei confronti di un processo di fusione – che di certo non può compararsi a piccole fusioni e rappresenta un unicum a livello nazionale – il Pdl sottoscritto da Sospiri, all’art.2, affida direttamente allo Statuto del Comune di nuova istituzione la previsione di adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi alla luce dei principi di sussidiarietà e di partecipazione attiva dei cittadini alla vita democratica. Infine, va sottolineato che lo ‘pseudo-osservatorio’, come simpaticamente viene da lui definito, formato da esperti per garantire il necessario supporto tecnico-scientifico alla complessità che un processo di fusione di tale portata comporta, è previsto anche all’articolo 6 del PdL 17/2014 da lui sottoscritto, che però prevede sia composto direttamente da funzionari del nuovo Comune e da funzionari della Provincia di Pescara per valutare, praticamente ex post e a fusione avvenuta, gli effetti prodotti sul territorio”. 

“Sospiri non ci faccia sospirare su questioni inutili, dia una mano di cui è certamente capace. Del resto alla storia non passeranno le polemiche, ma i fatti”, conclude.