L’AQUILA – Cortocircuito nella maggioranza o collaborazionismo dall’opposizione? Sono due e molto diverse tra loro, le versioni che circolano negli ambienti politici aquilani sulla reale motivazione della fine anticipata dei lavori del lungo e contrastato Consiglio comunale di ieri, giunta grazie all’uscita dei consiglieri di centrodestra (ma non solo, come si vedrà) che hanno fatto venire meno il numero legale.

Un rompete le righe che ha fatto saltare la discussione su una delle due mozioni all’ordine del giorno, quella del capogruppo del Partito democratico Stefano Palumbo, sul “masterplan-studio di fattibilità” della zona di San Basilio, uno dei progetti strategici del centro storico, che andrà discussa in una prossima seduta.

Le due varianti della storia vengono fatte trapelare da esponenti di centrosinistra e centrodestra, ognuno dei quali, com’è ovvio, perora quella più favorevole al proprio schieramento e smentisce l’altra; a oggi entrambe, comunque, sono classificabili nulla più che nella variegata categoria dei rumors politici.

A fornire il primo scenario in ordine cronologico sono stati oggi, in conferenza stampa, i consiglieri del ritrovato centrosinistra.

“Ieri ci sarebbe stato uno scontro pubblico tra il presidente della seconda commissione (Raffaele Daniele, ndr) e presidente del Consiglio (Roberto Tinari, ndr) ma hanno messo la testa sotto la sabbia, oggi hanno trovato la quadra e in futuro il problema non ci sarà più”, si è rammaricato, contestando il trucco, Giustino Masciocco.

Secondo quanto appreso, lo scontro è relativo al fatto che all’ordine del giorno del Consiglio fosse stata messa anche l’approvazione di una delibera di Giunta, formalmente presentata dal sindaco, Pierluigi Biondi, relativa a un permesso a costruire in deroga nell’ambito di lavori di riparazione post-sisma.

Delibera che, tuttavia, non era ancora passata al vaglio, non vincolante ma di prassi, della commissione consiliare Territorio, appunto la seconda, ed era inserita tra i punti da approvare in aula all’insaputa del presidente Daniele, consigliere dell’Unione di centro.

Rapido conciliabolo per decidere il da farsi e mossa forzata del far venir meno il numero legale per lavare i panni sporchi in casa e salvare la faccia.

In questa direzione, va detto, andrebbe la frettolosa convocazione della Seconda, giunta ieri pomeriggio intorno alle 18 e svolta questa mattina.

Dal centrodestra, tuttavia, smentiscono e buttano la palla sui due consiglieri del gruppo Il passo possibile, la lista civica legata alla candidatura a sindaco di Americo Di Benedetto: Elia Serpetti e Paolo Romano, entrambi con una storia politica di centrodestra prima del cambio di schieramento.

Sempre da quanto appreso, infatti, dai “dibenedettiani” sarebbe stata fatta arrivare un’ambasceria al centrodestra: se uscite dall’aula, lo facciamo anche noi, la sintesi. E qualcuno fa notare che, al momento di chiedere la verifica del numero legale, i due erano già fuori dai banchi.

Motivazioni di questo blitz, ancora da fonti del centrodestra, la contrarietà dei consiglieri del Passo ad alcuni degli assunti della mozione di Palumbo, in particolare sulla delocalizzazione dell’ex dispensario dell’ospedale San Salvatore poi divenuto sede dell’agenzia regionale ambientale Arta.

A pensarci bene, in fondo, entrambe le storie sono compatibili: chissà che nell’ottica degli equilibri politici dell’uno e dell’altro schieramento, il sipario anticipato non abbia portato convenienza a entrambi.