L’AQUILA – L’inverno si avvicina, con il rischio di una nuova emergenza neve, sperando che non sia come quella del gennaio 2017, che ha messo in ginocchio l’Abruzzo, segnata dalla tragedia, forse evitabile, dell’hotel Rigopiano, travolto da una slavina e dove sono morte 29 persone a causa anche del terremoto.

Eppure ancora non si vede l’ombra della commissione speciale regionale d’inchiesta sull’emergenza Abruzzo del Consiglio regionale, dotata di ampi poteri e con il compito di svolgere indagini volte a fare luce sui livelli di prevenzione e di allerta elaborati e predisposti dalla Regione Abruzzo e intrattenuti con tutti gli enti coinvolti.

Il via libera era stato dato a febbraio, a conclusione di un Consiglio straordinario, con l’approvazione all’unanimità di una risoluzione, proposta del Movimento 5 stelle e con l’adesione di alcuni consiglieri del centrodestra.

Da allora il nulla. Da un lato, i pentastellati accusano di “inerzia e menefreghismo” i componenti di maggioranza e in particolare il presidente del Consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, che dovrebbe convocare per la seduta la commissione, composta da componenti di tutti i gruppi; dall’altro, dalla maggioranza si accusa il Cinque stelle di essere responsabile del ritardo, perché non ha ancora deciso chi di questa commissione deve tra i loro consiglieri far parte, con la concreta possibilità di ricoprire il ruolo di presidente, che spetta, come avviene con le commissioni speciali, all’opposizione.

Tenuto conto che il centrodestra già presiede la commissione permanente di Garanzia, con Mauro Febbo, e la commissione speciale sul fenomeno immigratorio e lavoro sommerso, con Emilio Iampieri. Accuse ritenute “ridicole e fuori dal mondo” dai pentastellati.

Resta il fatto che la commissione speciale emergenza Abruzzo, dopo 7 mesi, ancora non viene nemmeno istituita. E nessuno in aula risulta che si sia incatento per protesta, e o abbia fatto almeno una timida rimostranza.

Eppure la commissione potrebbe richiedere agli uffici della Regione, nonché agli enti e istituti da essa dipendenti e alle società partecipate dalla Regione, tutte le informazioni utili all’espletamento dell’inchiesta, senza che ad essa sia opponibile il segreto d’ufficio, e potrà altresì convocare in audizione persone che possano fornire informazioni utili.

Sulla tragedia di Rigopiano intanto la magistratura, molto più solerte, ha già aperto un fascicolo, e ha inviato a fine aprile avvisi di garanzia con l’ipotesi, tutta da dimostrare, di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose al presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, al dirigente delegato alle Opere pubbliche Paolo D’Incecco, al responsabile della Viabilità provinciale Mauro Di Blasio.

Stesso capo d’accusa per il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, e per il geometra comunale Enrico Colangeli. Il direttore del resort Bruno Di Tommaso è indagato anche per violazione dell’articolo 437 del codice penale, che punisce l’omissione del “collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro”: secondo l’accusa, non ha previsto nel Documento di valutazione del rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori della sua ditta (la Gran sasso resort spa) il rischio di essere colpiti da una slavina.

La commissione d’inchiesta della Regione, ovviamente, non sarà chiamata a sovrapporre la sua attività a quella della magistratura.

Ma può essere un utile strumento per capire cosa non ha funzionato nella filiera della prevenzione e dei soccorsi.

Per, esempio accertare le cause dell’interruzione della fornitura di energia elettrica, che ha reso tutto ancora più difficile nei drammatici giorni segnati dalla straordinaria nevicata che ha isolato centinaia di centri montani abruzzesi, a cui si sono aggiunte le scosse sismiche, che hanno provocato danni ingentissimi in particolare nella provincia teramana.

Un’indagine che potrebbe culminare con l’individuazione di misure concrete da mettere in atto per evitare altre drammatiche emergenze di questa gravità.

Non in tempo per questo inverno, a questo punto, visto che per un attività del genere ci vorranno mesi.