LANCIANO – Un sequestro di nuove fatture per mezzo milione di euro emesse dalla società dell’imprenditore di Lanciano (Chieti) Antonio Colasante nei confronti della Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti.
Questa la nuova tegola giudiziaria, come riportato dal Messaggero, nell’ambito dell’inchiesta sul caso del servizio lavanderia della Publiclean che, lo scorso 6 marzo, ha portato all’arresto di Colasante e della dirigente Asl Tiziana Spadaccini, di Vasto, entrambi peraltro tornati liberi da 3 mesi.
Gli uffici amministrativi lancianesi di via Spaventa sono stati visitati dalla squadra di polizia giudiziaria del commissariato lo scorso 11 agosto, che ha bloccato le nuove fatture per il servizio di lavanolo, lenzuola e divise dei sanitari, che vanno da gennaio a giugno di quest’anno.
Dunque i primi sei mesi del 2017 passati in rassegna esattamente come quelli che hanno portato alla maxi liquidazione di 4,5 milioni di euro, con un surplus non dovuto alla Publiclean, accusa la procura, pari 2.130.490 euro.
L’iniziativa del sostituto procuratore Rosaria Vecchi, uno degli ultimi atti prima del trasferimento alla procura di Pescara, è stata adottata per evitare la reiterazione de reato, riciclaggio di denaro per Colasante, che li avrebbe utilizzati per compare una villa a Porto Cervo, e abuso d’ ufficio per tutti gli altri otto imputati che compariranno dinanzi al gup il prossimo 4 dicembre.






