L’AQUILA – Brucia ancora il monte Morrone, in pieno Parco nazionale della Maiella, dove stamattina sono stati trovati altri due inneschi, mentre è caos comunicazione, dopo che dal Centro operativo misto (Com) di Sulmona non trapela alcuna informazione sullo stato del rogo e la Regione Abruzzo ha diffuso solo a mezzanotte un report sugli incendi boschivi che, tra l’altro, era aggiornato alle ore 13 di ieri.

Di certo, c’è che sono numerosi i fronti aperti in Abruzzo, il più preoccupante dei quali nelle ultime ore è sembrato essere quello di Tagliacozzo (L’Aquila), dove le fiamme divampate intorno alle 15,30 di ieri sono arrivate a lambire le abitazioni e la zona dove si trova l’ospedale. Sul posto oltre alle squadre di terra dei vigili del fuoco, anche un elicottero del comando provinciale di Pescara e volontari della Protezione civile.

Diversi i roghi in Valle Peligna: vigili del fuoco impegnati sulla collina di San Cosimo, a Prezza, dove secondo alcune fonti le fiamme sarebbero arrivate a lambire una vecchia polveriera militare, e a Sante Marie e Marano dei Marsi, in quest’ultimo caso è in corso la bonifica.

In Valle Peligna domenica si sono aperti tre nuovi focolai di grandi dimensioni, nella fascia pedemontana che comprende i comuni di Prezza, Raiano e Cocullo, in quest’ultimo caso l’incendio si è scatenato da un autobus andato a fuoco sull’autostrada A25 e, ieri pomeriggio, alcuni focolai sono ripartiti nella zona interessata tanto da richiedere l’intervento di un canadair.

Critica la situazione anche a Pratola Peligna, dove però si è rivelata decisiva per i soccorsi la strada tagliafuoco realizzata in due giorni dal Comune, che stamattina ne ha annunciata la realizzazione di nuove. La strada è servita ai mezzi di soccorso per arrivare fino al fronte del rogo dove hanno potuto operare per arginare le conseguenze.

“Il fuoco è contenuto verso la parte alta della montagna – ha spiegato il sindaco, Antonella Di Nino, stamattina presto – laddove non sembra esserci possibilità di passaggio del fuoco sull’altro versante grazie alla parte superiore della tagliafuoco. Tra pochi minuti inizieranno a lanciare sulla zona due canadair con possibilità tra pochissimo dell’aggiunta del terzo canadair francese”.

“Nel frattempo gli uomini dell’esercito si stanno predisponendo sulla linea tagliafuoco così da operare congiuntamente ai Canadeir e fare una importante bonifica della zona. Su indicazione del dos chiedo ai soli volontari esperti di arrivare sul posto (all’ingresso della tagliafuoco vicino Chiesetta di San Pietro) in ausilio all’esercito ed ai vigili del fuoco”.

Brucia ancora il bosco di Poggio Cinolfo, a Carsoli, dove i carabinieri-forestali hanno denunciato un anziano che, dando fuoco a delle sterpaglie dopo la ripulitura di un terreno, avrebbe provocato l’incendio.

In provincia dell’Aquila, spente, intanto, le fiamme che dal monte Giano che sovrasta Antrodoco (Rieti) erano arrivate a lambire l’Altopiano di Cascina, nel territorio comunale di Cagnano Amiterno, e anche l’incendio che è divampato nel bosco di Castiglione di Tornimparte.

Mentre due nuovi incendi sono divampati stamattina a Goriano Sicoli e Secinaro. I vigili del fuoco dell’Aquila stanno intervenendo con squadre da terra. L’estensione dei roghi sarebbe rilevante ma per ora non sono disponibili mezzi aerei, tutti concentrati negli incendi in Valle Peligna, a partire da quello sul monte Morrone.

Un altro incendio, sempre stamattina, è divampato a Luco dei Marsi, a non troppa distanza dalle case situate nel punto più alto del paese. Sembra che i vigili del fuoco siano intervenuti subito ed abbiano spento un primo focolaio, ma dopo un po’ la montagna ha preso fuoco anche in un secondo punto. Chi ha appiccato l’incendio ha agito con dolo, poiché è risaputo che quel punto, costituito quasi esclusivamente da conifere, è uno dei pochi punti “deboli” del bosco. Il resto fortunatamente è costituito da faggi e da altri alberi a cui è molto più difficile appiccare un incendio.

VOLONTARIO FERITO IN RIANIMAZIONE

L’AQUILA – Restano gravi dell’operazione di neurochirurgia le condizioni del volontario della Protezione civile di Pettorano sul Gizio, 30 anni, sposato, due figli, stato colpito ieri sera da un masso caduto dall’alto mentre stava partecipando, insieme ad altri, alle fasi di spegnimento dell’incendio sul Morrone.

L’uomo, di cui è stato reso noto solo il nome, Michele, non il cognome, ha riportato un trauma cranico e facciale ed è ricoverato al reparto di rianimazione dell’ospedale San Salvatore. E’ in coma farmacologico ed è intubato. I medici, prima di operarlo in neurchirurgia, attendono che si ritiri l’ematoma.

L’incidente è avvenuto nella zona di Passo San Leonardo, sempre in altura, nel territorio comunale di Pacentro. Le condizioni sono sembrate subito gravi e, dopo un primo ricovero nell’ospedale di Sulmona, l’uomo è stato trasferito urgentemente all’ospedale San Salvatore.

FIAMME ASSEDIANO IL PARCO REGIONALE SIRENTE VELINO

Catastrofe incendi anche in Valle Subequana. Le fiamme sono divampate nella tarda mattinata nell’area a ridosso della strada che collega Secinaro a Goriano Valli, nel parco Regionale Sirente Velino. Poco lontano dalle meravigliose foreste di faggi e querce secolari ai piedi del monte Sirentre.

Il fuoco ha aggredito per ora una pineta proprio a ridosso di Secinaro e il sindaco Celestino Bernabei non esclude l’evacuazione delle abitazioni più vicine al rogo. Le fiamme però prcedono veloci, sospite dal vento.

L’incendio, anche questo con ogni probabilità doloso, è divampato intorno all’una. Dopo un’ora è arrivato un canadair che stava operando in valle Peligna, e ha concentrato i primi lanci di acqua nei pressi di Secinaro, visto che le fiamme si stavano pericolosamente avvicinando ai centri abitati.

Sul luogo dell’incendio  è arrivata anche la dirigente regionale Annabella Pace, commissario del Parco Regionale Sirente Velino, che ad Abruzzoweb ribadisce il “senso di impotenza” dell’ente da lei presieduto, senza fondi e appena tre guardia parco a part-time, che non possono  certo controllare con efficacia un territorio ampio 50 mila metri quadrati.

“Abbiamo bisogno di un massiccio intervento per fermare le fiamme sempre più vicino alle case”, afferma con preoccupazione il sindaco che ha subito attivato il Centro operativo comunale (Coc). “Bisogna far presto altrimenti qui sarà un disastro”, conclude Bernabei rivolgendosi agli organi della protezione civile e ai vigili del fuoco.  

Grande mobilitazione da parte della popolazione locale: in molti sono accorsi sul fronte dell’incendio armati di pale e scarponi. Gli agricoltori con i loro trattori hanno solcato dove possibile linea tagliafuoco, che sale verso monte, sulla quale sta operando un solo trattore che ha bisogno di aiuto.

“Ho il cuore spezzato – commenta ad Abruzzoweb il commissario Pace – sono del resto originaria di Roccapreturo, poco distante dal luogo dell’ennesimo incendio”.

E poi si sfoga affermando che “ il Parco non ha mezzi propri per garantire sorveglianza e prevenzione ,  e per intervenire in caso di incendio. L’ho fatto presente alle riunioni alla prefettura, che si sono tenute ai primi di luglio in Prefettura, e in quelle che sono state convocate dopo che era esplosa in tutto l’Abruzzo l’emergenza incendi. Con tre guardia parco part time è impossibile fare prevenzione su 54 mila ettari di area protetta, con un’orografia complessa dove vigilare a distanza con un binocolo è spesso impossibile”.  

Su chi possa essere i criminali che hanno appiccato l’ennesimo incendio, Annabella Pace avanza l’ipotesi che “non credo siano persone del territorio. Però viene da riflettere sul fatto che quasi tutti gli incedi dolosi che stanno martoriando il nostro Abruzzo, si sono sviluppati nelle aree protette, del gran sasso Laga, della Majella, nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, e ora anche il Sirente-Velino. Non vorrei che d armare le mani dei piromani siano persone che hanno un’ostilità ideologica nei confronti della tutela dell’ambiente” (Filippo Tronca)

TERAMO 

In provincia di Teramo, stamattina i vigili del fuoco sono intervenuti a Roiano, frazione di Campli, dove è stato segnalato un principio di incendio, mentre è stato spento il rogo divampato domenica a Santo Stefano di Torricella Sicura, dove si stimano circa 16-17 ettari di bosco andati in fiamme. Il rogo è arrivato quasi a lambire l’Ostello di Monte Fanum, dove è attualmente allestito un centro di accoglienza per migranti.

Spento anche l’incendio che ha interessato l’area di Guazzano-Campli, in fiamme dal 26 agosto, in cui da ieri si sta operando per bonificare la zona.

CHIETI

Fiamme anche a San Giovanni Teatino, in via Ponte Marino, e a Bucchianico, dove i vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme, divampate per cause ancora da accertare. Sono in corso le operazioni di bonifica dell’area.

PESCARA

Spenti, nel frattempo, i roghi che domenica hanno interessato la provincia di Pescara, nella frazione di Cervarano di Castiglione a Casauria, proprio al confine del territorio comunale di Torre de’ Passeri, a Spoltore, non lontano dall’autostrada A14, e nelle zone di Alanno e Collecorvino.