L’AQUILA – Scatta il “toto” coordinatore della sala operatoria dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, con l’atavico duello tra chirurghi e anestesisti che si ripropone.

Un effetto collaterale dell’addio annunciato, e fin qui mai smentito, del primario della Neurochirurgia Renato Galzio, destinato a chiudere la sua carriera a Pavia, che fin qui aveva svolto questo ruolo.

Come non di rado avviene in ambienti sanitari, le consultazioni per la successione nel ruolo sono partite con largo anticipo, e si raffina il novero delle candidature tra spifferi di corridoio e riunioni carbonare.

La posizione non è di poco valore: tra professionisti più o meno quotati che svolgono anche una decina di interventi al giorno nei casi più clamorosi, avere la possibilità di decidere turni, variare l’organizzazione logistica e spostare pedine delle squadre tecniche e infermieristiche è un potere non da poco.

Non è un caso che negli ultimi anni a svolgerlo sia stato Galzio, considerato un luminare del suo settore, capace di portare mobilità attiva, ovvero introiti alla Asl quando pazienti di altre aziende sanitarie scelgono L’Aquila.

Andando al “toto”, da quanto appreso da fonti sanitarie tra i candidati più quotati ci sono Luigi Di Clemente, primario di Urologia, che proseguirebbe sulla linea dei chirurghi e, quindi, ulla scia di Galzio; l’altro candidato forte è Franco Marinangeli, direttore dell’Istituto di anestesia e rianimazione dell’Università, che sposterebbe gli equilibri.

Più defilato, ma comunque in corsa, ci sarebbe Alessandro Ricci, secondo alcuni rumors, destinato a prendere il posto del collega Galzio alla guida della Neurochirurgia; chissà che la successione non si propaghi pure a quest’altro compito.