L’AQUILA – “A differenza di altri ho il mandatario elettorale, che è stato un alto funzionario di banca, qui dentro dalla mattina alla sera. Ho fissato un tetto alle contribuzioni, che non hanno superato un massimo di 3mila euro, e questo credo sia già un motivo di svincolo da interessi”.

Così il candidato sindaco dell’Aquila per il centrosinistra, Americo Di Benedetto, rispondendo ad una domanda di AbruzzoWeb al question time organizzato coi giornalisti nella sede del comitato elettorale di via Vicentini.

“Non sono state fatte cene elettorali. Sarà tutto rendicontato nei minimi particolari e ognuno avrà la possibilità di chiedere il conto. Le normative sono il caposaldo da seguire”, ha aggiunto.

“Se fanno tutti un’operazione di questo tipo qual è il problema? La normativa è molto pregnante su cosa dover fare – ha ribadito – Poi siamo in una città in cui ci conosciamo tutti, se accettare contribuzioni non condiziona le prospettive è anche uno sgarbo non accettare. Tutto questo è alla luce del sole. Poi ho anche molte contribuzioni di privati, di 100-200 euro. Ed io non ho chiesto niente a nessuno, questa è la cosa bella”.

“Vi dovete concentrare su quello che non si vede non su quello che si vede”, ha detto.

Di Benedetto ha poi annunciato che la giunta, in caso di vittoria al ballottaggio di domenica contro Pierluigi Biondi del centrodestra, sarà composta nel più breve tempo possibile, ma ha biasimato la presa di posizione del presidente uscente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, che ieri ha esortato a nominare i nuovi assessori entro la fine del mese di giugno.

“Avrò bisogno di un giorno di riposo, ammesso che me lo prenda, lunedi mattina. Poi chiederò alle liste di indicarmi un interlocutore e poi si farà nel più breve tempo possibile. C’è spazio per il lavoro di tutti, non per l’occupazione”, ha precisato.

Rispondendo alle domande dei cronisti, poi, ha fornito altre pillole del programma.

“Sul fisco, la vera zona franca è stata la sospensione delle imposte – ha detto – Su quel punto la forfettizazione del 60 per cento è stata una buona risposta ma è una partita ancora aperta su cui lavorare. Bisogna ragionare su una zona a fiscalità agevolata per le imposte comunali in funzione di compatibilità costituzionale, è una scommessa che si può vincere con un disegno di legge”.

Per Di Benedetto occorre una “riorganizzazione accertativa, anche se di deterrenza più che di aggressività” perché “il recupero dell’evasione è dignità contributiva”.

“Senza stressare chi non è stato nelle condizioni di poter contribuire – ha precisato – ma dando la possibilità di mettersi in regola”.

“Nella prima settimana, non nei primi 100 giorni – ha aggiunto – occorre ridare dignità alla città a partire dalla riasfaltatura delle strade. Se guardi la città come guardi casa tua, poni rimedio ad alcune disfunzioni. Io la vedo al contrario, se dentro casa posso attaccare un foglio dove voglio, in strada non posso appiccicare manifesti sui muri”.

Sul capo di gabinetto, sul quale sembra essersi innescato un “toto” più intrigante di quello sulla giunta, Di Benedetto ha detto che “non mi sento un capo, pur se sto concorrendo alla carica di sindaco. Il senso della coalizione si vede quando qualcuno che è contrario a scelte fatte negli organi deputati, quando va fuori le difende. Darò la mia disponibilità a chi vuole dedicare lavoro, tempo e sacrifici personali. Reggo il colpo, nonostante il fisico non proprio da rugbista!”.

“Esiste il gabinetto del sindaco, certo, ma ci sono più persone che ci lavoreranno e uno che le coordinerà. È un discorso che va calato in una discorso generale. Tutti hanno pari dignità. Non ho fatto ragionamenti riservati con nessuno. Bisogna confrontarsi in modo trasparente e senza corsie preferenziali”, ha concluso.

Nel ringraziare “il sacrificio fatto dai giornalisti nel cercare di informare la città su proposte amministrative”, Di Benedetto ha detto che “se, come credo, siamo riusciti a veicolare il messaggio, è stato anche grazie a voi e per questo vi ringrazio”.

Sul secondo turno, ha aggiunto: “Vediamo come va, auspico una forte partecipazione. Più persone ti danno il consenso e più ti devi sentire responsabile verso la città. La vera liberazione per me è dalla campagna elettorale che per me dura da 4 mesi”, ha scherzato. (m.sig.)