L’AQUILA – E’ caduto nel vuoto l’appello del gruppo di azione civica Jemo ‘nnanzi dell’Aquila per far proiettare sulla facciata di Palazzo Ardinghelli i colori della bandiera russa, dopo l’attentato terroristico a San Pietroburgo che ha provocato lo scorso 3 aprile 14 morti e diversi feriti.

Palazzo Ardinghelli, fortemente danneggiato nel sisma del 2009, è stato rimesso in piedi anche grazie al cofinanziamento del governo russo e presto ospiterà la sede del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Maxxi.

Il gruppo di azione civica, attraverso Cesare Ianni, aveva scritto al sindaco del capoluogo d’Abruzzo, Massimo Cialente, “Dopo gli ultimi atroci fatti accaduti a San Pietroburgo siamo a chiederle, come Gruppo Jemo ‘nnanzi, di ‘colorare’ la facciata di Palazzo Ardinghelli con i colori della bandiera russa, come segno di vicinanza del popolo aquilano al popolo russo, così duramente colpito”.

Jemo ‘nnanzi ha quindi optato per una elaborazione grafica realizzata da Antonello Buccella.

All’indomani degli attentati di Parigi del novembre del 2015, l’amministrazione comunale aquilana aveva scelto di ‘vestire’ con i colori della bandiera francese la facciata del Duomo, a pochi passi dalla ancora in fase di ricostruzione chiesa di Santa Maria del Suffragio, per tutti delle Anime Sante.

Per quest’ultima, il governo francese ha stanziato dei fondi, come fatto dal governo russo per Palazzo Ardinghelli. (r.s.)