L’AQUILA – “Il Gran Sasso è la priorità. Per troppo tempo posizioni pregiudizialmente opposte ne hanno frenato lo sviluppo e la valorizzazione, che è innanzitutto una opportunità di lavoro e rinascita per L’Aquila e gli aquilani”.
Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, candidato alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco.
“Io sono quello che ha firmato una petizione di #SaveGranSasso, per lanciare una sana provocazione; io sono quello che ha condiviso battaglie e prese di posizione con gli esponenti politici del mondo ambientalista – ricorda – Da sindaco sarà la mia priorità: avvicinare le posizioni e arrivare, tutti assieme, a liberare e fare prosperare l’enorme patrimonio che per la nostra città è il Gran Sasso”.
Secondo Pietrucci, “disponiamo delle risorse finanziarie per gli impianti, l’albergo di Campo Imperatore, l’Ostello, la rete sentieristica di alta e media quota: 18 milioni di euro destinati a crescere – rimarca – Disponiamo dello strumento del Distretto turistico che comprende i 60 Comuni, che insistono in gran parte nel cratere sismico, le amministrazioni separate di Uso civico, gli operatori economici raggruppati nelle Dmc, il Parco, i Laboratori di Fisica nucleare, le associazioni, il Cai, le Guide Alpine, per citarne alcune), e stazioni sciistiche di Campo Imperatore e Prati di Tivo”.
“C’è un documento condiviso nel dicembre del 2015 da tutte le forze politiche che compongono la maggioranza in Consiglio comunale, una base da qui partire – aggiunge ancora – L’imperativo è radunare tutti attorno a un obiettivo che non può che essere condiviso: lo sviluppo sostenibile del Gran Sasso, che deve innanzitutto diventare una moderna stazione invernale, attraverso la sostituzione degli impianti obsoleti e assieme al Parco la realizzazione del collegamento tra il Monte Scindarella e Fossa di Paganica-Monte Cristo”.
Ma secondo il candidato “il Gran Sasso può vivere e prosperare anche in altri modi, perseguendo altre azioni. Vanno restaurati e recuperati i rifugi e i manufatti esistenti per riutilizzarli e renderli servizi, va realizzato un grande percorso per lo sci di fondo e fondo-escursionismo centrato su Campo Imperatore, servito dagli impianti a fune esistenti”.
“Il Gran Sasso deve vivere tutto l’anno: occorre una moderna e articolata rete di sentieri per escursioni giornaliere e trekking di lunga durata, la promozione dell’arrampicata sportiva, l’individuazione di itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike, free ride, a cavallo – propne ancora – vanno sistemati i Rifugi del Cai e gli altri. In parallelo bisogna agire con interventi di rinaturalizzazione e aumento della qualità ambientale”.
“Il Gran Sasso deve prevedere la realizzazione di grandi eventi, tutti ovviamente da costruire nel segno del rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Penso a quelli legati al campo agro-silvo-pastorale, ma anche agli ambiti sportivo e culturale – continua – Il Gran Sasso deve diventare la montagna madre per gli sport outdoor, e arrivare a giocare un ruolo in un sistema più ampio di alleanze, che chiami le altre montagne, in primis i bacini sciistici di Campo Felice e Ovindoli, con cui vanno stabilite alleanze sempre più solide, perché la complementarietà è un dato di fatto, ma anche le altre bellezze di Abruzzo a costruire un sistema di attrazioni integrato”.
“È un naturale sbocco turistico di Roma e di tutto il Centro Sud. Continuare a non agire tenendo conto di questa evidenza è ormai diventato un delitto – conclude – Occorre agire anche dal lato della riconoscibilità: L’Aquila è città di montagna, è la nostra identità, e il Festival della montagna deve diventare sempre di più l’emblema di questa peculiarità”.






