L’AQUILA – Via libera “condizionato” sul nome di Luca Bergamotto come candidatura proposta da Forza Italia per fare da “collante” a una coalizione di centrodestra ancora tutta da costruire e pressione tutta sui Salviniani che, si spera, possano aderire per primi a questa ipotesi, trascinandosi dietro la galassia di candidati e liste fin qui usciti allo scoperto.

Questo il succo del coordinamento comunale forzista che si è svolto ieri e ha avvalorato una strategia che, però, nei giorni scorsi è stata pubblicata sui media prima ancora di essere nota ai potenziali alleati, una modalità maldestra che ha creato ostacoli invece che costruito ponti e un autogol cui ora si cerca di recuperare con febbrili trattative.

Il sì forzista a Bergamotto arriva, peraltro, in modo ufficioso e un po’ precario, senza votazioni o dichiarazioni ufficiali, visto che, d’altronde, non tutti sono ancora convinti al 100%.

Bergamotto, 52 anni tra poche settimane, già consigliere regionale e capogruppo forzista all’Emiciclo, poi parlamentare mancato per pochissimo e candidato sindaco, e poi una seconda vita da direttore dell’emittente Laqtv, fin qui è rimasto in silenzio ma ha fatto capire ad AbruzzoWeb che valuterebbe una proposta ben strutturata, non accetterebbe, insomma, di andare allo sbaraglio.

Convince il candidato, per esperienza e capacità politica, ma non tutti i forzisti hanno apprezzato in senso assoluto la candidatura. “Piace se aggrega”, è il semplice mantra che fanno notare a questo giornale fonti interne al partito, in assenza di dichiarazioni ufficiali sia del coordinatore comunale, Stefano Morelli, sia del vice presidente regionale e capogruppo uscente, Guido Liris, entrambi irrintracciabili.

Non c’è un plebiscito, insomma, ma un’apertura di credito sì, da parte del partito su Bergamotto, a patto che il “giochetto” studiato funzioni e che il collante unisca davvero.

In tal senso, per aggiungere altri pezzi del puzzle si punta ad avvicinare prima di tutto gli altri partiti, rifacendosi a quelli che lo stesso Silvio Berlusconi indica come alleati a livello nazionale, tanto da non disdegnare l’ipotesi di liste uniche a livello nazionale: nell’ordine, Noi con Salvini e Fratelli d’Italia.

Per i primi sono ore davvero febbrili. Dopo aver incoronato addirittura a settembre 2016 a Pontida Luigi D’Eramo candidato sindaco, dopo aver chiesto per 6 mesi primarie di coalizione, corteggiando altri pezzi della coalizione e forzisti scontenti, ma senza riuscirci, un eventuale passo indietro andrà giustificato con accortezza non solo all’elettorato salviniano in sé legato al simbolo, ma anche e soprattutto a quello locale dei principali esponenti, che hanno nelle frazioni e nei paesi del circondario il loro principale bacino, pena la perdita di consenso.

Ma se si trova l’intesa sui salviniani, e non è esclusa visto che, sempre da quanto appreso, con alcuni del nome di Bergamotto si ragiona ben prima che fosse disvelato in modo improvviso, imbarcare loro potrebbe fare da traino anche per altri.

Dove per altri si intende Fratelli d’Italia, che potrebbe chiamare Pierluigi Biondi, a oggi il più impegnato come attivismo e idee programmatiche, a un doloroso passo indietro sulla candidatura a sindaco in prima persona, chiedendogli, piuttosto, di costruire una forta lista che possa magari consentire anche a lui, in caso di buonissimi risultati, l’ingresso in Consiglio.

A quel punto resterebbe solo l’incognita Giancarlo Silveri, candidato civico con il suo Riscatto popolare ma di forte connotazione di centrodestra, mentre si danno già per assodate le adesioni del Movimento per la sovranità di Valerio Di Pasquale e l’associazione L’Aquila futura dei fratelli Salvatore e Roberto Santangelo, due entità che potrebbero sovrapporsi ma anche restare separate e costituire altrettante liste.